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Bill Granucci: una storia d'altri tempi

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SIENA 23 agosto  2019
FONTE : Redazione bs
FOTO: Mens Sana 1971/72
Bill Granucci (con occhiali)

 

Il grande basket di metà anni '60 conobbe e poi visse la grande rivalità, Ignis - Simmenthal. Le grandi rivalità fanno bene allo sport, servono a propagandare una disciplina; ricordiamo Coppi - Bartali nel ciclismo,  Benvenuti - Mazzinghi nel pugilato con quel match del 1965 che tanto fece discutere e fa discutere ancora oggi quelli con i capelli bianchi. Nelle sfide Simmenthal-Ignis, che la RAI (prima la radio e poi la televisione) puntualmente ci faceva vivere in diretta (più o meno come oggi -??), io facevo parte di quei ragazzetti che tifavano per le scarpette rosse, la Simmenthal. In quella squadra oltre al mio idolo Sandro Riminucci, play-icona, ed al meno apprezzato Skip Thoren, Usa mai compreso da me, vi era anche un altro grande, Gianfranco Pieri, che a molti, compreso il sottoscritto, fece capire che a pallacanestro potevamo giocare anche con gli occhiali. Poi "gli occhialuti" arrivarono anche in casa Mens Sana, il giovane Fabio Giustarini detto "Chiodo" e Guglielmo Granucci per tutti "Bill".
Già !! Bill Granucci per noi uno di quelli della prima promozione in A e delle prime grandi sfide fra le grandi; uno di quelli forse meno ricordati dalla piazza anche se con più storia, una bella storia cestistica, alle spalle prima dell'arrivo a Siena.  Il suo compagno di squadra di quei tempi, Carlo Dolfi, lo ricorrda così:" Un giocatore ed un uomo eccezionale, una enciclopedia dei fondamentali. Un uomo buonissimo! Mai avuto un bercio, un rimprovero da Ezio, il nostro coach ... un metronomo!".   

 

NELLA FOTO: Bill Granucci contro Gianframco Pieri (con gli occhiali)

Intanto cominciamo col precisare che Guglielmo Granucci nasce il 24 agosto del 1943 a Capannori (Lu) e non ad Altopascio come ha sempre geograficamente semplificato Ezio Cardaioli, suo coach in biancoverde, forse perchè Altopascio è più conosciuta di Capannori.
Parlare di Bill da giovane vuol dire anche parlare di una terra, la lucchesia, non ben conosciuta da noi amanti della pallacanestro senese. I più anziani mensanini forse si ricordano del Trofeo Lovari che si è sempre disputato a Lucca, una bella ed importante manifestazione estiva alla qualle abbiamo partecipato diverse volte insieme a squadre di primo livello.    
Trofeo in memoria di Carlo Lovari,  un ragazzone grosso di quasi due metri con una passione smisurata per la pallacanestro ed anche bravo ma non certo fortunato . Lucchese nato nel 1934 la cui storia parla di una palla a spicchi come non esiste più, fatta di tiri liberi che vengono tirati con due mani dal basso, in mezzo alle ginocchia, e di tanti opuscoli in inglese sulla tecnica e sulla tattica che venivano presi al Camp Derby di Livorno (dove stavano i militari americani); opuscoli poi tradotti per provare a carpire qualche segreto in più su questo sport proveniente dagli Usa. Quella di Lucca è una pallacanestro toscana più vicina al mare livornese che alle colline senesi e forse per questo da noi meno conosciuta e rammentata.
Comunque un basket da pionieri che aveva in comune i campi all'aperto, da noi in Sant'Agata o alla Casermetta ed a Lucca al campo del Caffè delle Mura.
Carlo Lovari diventò un giocatore importante, prima in serie A con la Vela Viareggio e poi con la Virtus Bologna ai vertici della pallacanestro nazionale. Quando arrivò a Bologna era una stella, con un fisico eccezionale e la particolarità di essere ambidestro. In allenamento si fece male a un ginocchio e da quell’infortunio gli fu diagnosticato un tumore che portò all’amputazione della gamba. Così con l’arto artificiale Lovari tornò a Lucca e si ributtò con passione nella pallacanestro. Iniziò ad allenare i ragazzi. Trovò un ragazzone di quasi due metri come era stato lui; si chiamava Guglielmo Granucci.
La malattia però si portò via il maestro e di lì a poco si decise di dedicargli un torneo.

 
 

FOTO: Bill Granucco #7

Guglielmo Granucci aveva appreso molto dal maestro ...  era pronto; a mettere gli occhi sul giovane fu Elio Fabrizi , altro pioniere che ha scritto pagine indelibili del basket prima come giocatore e poi come allenatore, divulgatore e fondatore nel 1951 degli Amatori Pallacanestro Carrara. Nel 1958 con questa squadra che raggiunse prima la serie B e poi nella stagione successiva l'ambito traguardo della serie A, nel campo all'aperto dei Gesuiti, troviamo Bill Granucci come leader insieme a Marco Costi, Sabatini, Dazzi, Giovannelli, Piccini, Corsi, Nicoli.
Poi in un Trofeo Lovari a Lucca con la Virtus Bologna, la Libertas Livorno, i Rangers Usa, provenienti dal Camp Derby ....  Bill fu inserito nel Gira Bologna che all’epoca era in serie A. In breve tempo Bologna, sponda Fortitudo, lo chiamò.
Diverse stagione nell'Eldorado Fortitudo; con l'obbiettivo societario di evitare il ritorno in serie B. Poi Beppe Lamberti riesce a cementare il gruppo, esaltandone la ferrea difesa e aumentando ancora di più la componente tattica del gioco. Granucci e Angelini
saranno i  baluardi insormontabili sotto canestro. L’Eldorado non solo si salva, ma arriva addirittura quinta. Grande Bill e soprattutto Bill protagonista a sorpresa del derby vinto dalla Fortitudo sulla Virtus nel febbraio 1969, un "non mai accaduto" fra Virtus-Fortitudo. Con Gary Baron Schull bloccato in panchina per un operazione al menisco, fu Guglielmo Granucci, detto Bill, ala piccola, toscano di Lucca. con i suoi 20 punti, a trascinare i suoi in una vittoria ricordata dai tifosi come una delle prime volte in cui la Fortitudo si impose ai cugini bolognesi.

 
 

Dopo Bologna c'è Udine, dove approderanno nel tempo anche Cosmelli e Bovone che Bill ritroverà poi in Mens Sana. Quindi Bill apripista ai due ed anche a Barlucchi .
Per la storia degli ex
ricordiamo che Cosmelli e Bovone venivano da l'Onestà Milano dove giocarono con un altro mensanini, Alfredo Barlucchi ed  un giovanissimo Giroldi che in tutto  quel campionato fece 2 punti giocando 10 minuti . Ma non finisce qui .... alla Snaidero Udine Bill Granucci trova anche un altro futuro biancoverde, il giovane Malagoli che in quella stagione fece 33 punti. Bill ne fece di meno; arrivato ad Udine per fare il settimo chiude la stagione con 21 punti tirando con il 42% da sotto ed il il 39% da fuori. Il suo ruolo nel massimo campoinato italiano era adesso quello: un esperto uomo di panchina pluri-uso date le caratteristiche fisiche e tecniche.

Quindi, l'anno successivo (stagione 1971/72), quando arrivò la chiamata della Mens Sana per ricoprire un ruolo importante al fianco del pivot Paoli, in una squadra non solo toscana ma anche ambiziosa col dichiarato intento di salire al piano maggiore, la serie A, Bill non ci pensò due volte ed accettò.
Si giocava un buon basket, la squadra era completa ed importanti gli inserimenti dei nuovi arrivati: Granucci, Vatteroni e Borghetti.
Forse non eravamo molto alti, in quanto i nostri lunghi, Borghetti, Paoli e Granucci non superavano i due metri ma eravamo più reattivi e più tecnici. Granucci aveva un ruolo importante in difesa e lui e Vatteroni non si vergognavano in attacco a metterla dentro all'occorrenza.
Il nostro cammino fu quasi una marcia trionfale, arrivammo all'ultima giornata di campionato a pari punti con il forte Cagliari, già battuto in trasfera: bastava quindi vincere in casa per essere direttamente promossi. La partita fu giocata la mattina alle 11 in un Dodecaedro stracolmo. Match punto a punto; ed a pochi secondi dalla fine eravamo avanti di 1 solo punto. Fallo su Franceschini che sbaglia entrambi i liberi  e sul ribaltamento veloce Spinetti mette un missile da metà campo che gelò il Dodecaedro.
La Mens Sana andò cosi a giocarsi la promozione nella bella sul campo neutro di Bologna contro la seconda dell'altro girone di B, la Gamma Varese. La Mens Sana era ancora sotto schok oltre che più debole. Non riuscimmo mai ad entrare nel match .... Bill Granucci fu l'unico a lottare fino alla fine.  
Tabellino Mens Sana:
Campanini 2, Vatteroni, Granucci 19
, Franceschini 7, Paoli 16, Boccini, Tirabosco 8, Giustarini, Borghetti, Ninci n.e.

 
 

FOTO: Bill Granucci in maglia Mens Sana Siena contro Frediani Saclà

Nella stagione successiva centrammo l'obbiettivo. Coach Cardaioli non volle alcuni (vedi Tirabosco) ma Bill logicamente non si discuteva. Vincemmo il campionato con 46 punti davanti a Rieti 44. Pardemmo solo 3 partite: in trasferta a Rieti, Roma e Pescara: in 3 passammo i 100 punti (Mens Sana - Assi Brindisi 116-44). Bill Granucci fu uno dei maggiori protagonisti, non appariscente ma sempre presente, quasi sempre in doppia cifra.
La finale del 23 maggio 1972.

Il Brina Rieti, nonostante la defezione di "Dado" Lombardi, si presenta a Siena quanto mai agguerrito. La partita è stupenda: le azioni si susseguono a ritmo elevatissimo. La Sapori, pur giocando magnificamente, non riesce a raggiungere un netto vantaggio.
Le percentuali al tiro sono buone, ben degne della serie A. Al sesto minuto della ripresa le due squadre sono in parità. A questo punto avviene il break decisivo. I nostri giocatori diventano incontenibili: Giustarini con le sue lunghe braccia prende un rimbalzo importante, Franceschini si lancia in contropiede e va a canestro; Granucci prende un rimbalzo offensivo, mette fisico e trova la retina, Vatteroni la mette anche dalla lunga. Il pressing del Brina non riesce a tamponare la nostra esuberanza mentre in attacco subiscono l'aggressività e fisicità difensiva di Giustarini Granucci Paoli. Il divario si fa significativo 80-66. A mezzo minuto dalla fine inizia il conteggio alla rovescia: tutto il palazzetto scandisce i secondi mentre già vengono stappate decine di bottiglie di spumante che innafiano gioiosamente l'intero parquet; frattanto centinaia di palloncini multicolori s'innalzano con appesi drappi bianco-verdi.
Nella stagione successiva, la prima in A per la Mens Sana, Bill Granucci
ci sarà ancora, rientra nelle rotazioni nella posizione di post. Sarà la sua ultima stagione in A. Chi è ancora Bill lo fa vedere subito, al debutto, contro l'Innocenti Milano ; farà 17 punti, per i vari Cerioni, Bariveria ....  Bill resta un osso duro.

FOTO SOTTO: Dodecaedro a fine partita contro Rieti - Squadra Mens Sana 1971/72 con Bill Granucci con occhiali  

 
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