1973 - IL PRIMO AMERICANO: CARL JOHNSON, L'INTAGLIATORE

Carl Johnson

Sia detto con tutto il rispetto e la dovuta devozione: se Sant'Ansano fu il promartire cristiano della storia di Siena, Ernesto Carlo Johnson stato il protoamericano della pallacanestro senese.
Era il 12 agosto 1973, quando arriv a Siena, ingaggiato dalla Sapori Mens Sana del duo Corradeschi - Pasqualini su indicazione precisa di coach Ezio Cardaioli.
Carlo Ernesto Johnson, pivottone di 208 cm., nato nel 1948, baricentro basso, carattere timido, sorriso dolce; aria di persona beneducata, capelli tagliati corti come un marine in libera uscita, tipico americano bianco, ragazzo di campagna serio e puritano come i suoi avi svedesi arrivati con i Padri Pellegrini alla nuova frontiera.
Carlo Ernesto sbarca a Siena con la moglie belga di cui non ricordo il nome, un cane pastore (femmina) dal nome impronunciabile e poche cose: coltelli da intaglio, sculture di anatre selvatiche, realizzate da provetto scultore del legno, mobili rustici ed oggetti che rivelano il suo amore per la natura e gli spazi sconfinati di una terra, l'Oregon, in cui vuole tornare appena fatti un po' di soldi con il basket.
Persona splendida Carletto, sia sul campo da basket che in campagna; ti ospita nel suo casolare vicino al Chianti, cucina prelibata, piatti imparati nelle Hawaii a base di ananas, riso e maiale stufato. Roba sopraffina.
Carlo Ernesto se ne ritorna nell'Oregon alla fine della sua avventura senese nello stesso modo in cui arrivato: carica sull'auto mobili fatti da lui a mano, anatre selvatiche scolpite con indubbio talento, una paccata di ricordi e qualche ritaglio di giornale. Se ne va la moglie belga di cui non ricordo il nome e la bella cagna pastora dal manto fulvo.
Se lo vuoi trovare devi andare nell'Oregon (se non si spostato) e chiedere di lui alla guardia forestale che abitualmente gli fornisce il miglior legno per l'intaglio.


estratto da "Due o tre cose su quei cinque" di Paolo Maccherini