1997 - FEDERICO BOFFA ED IL LISTONE DEL G.M.

Federico Boffa   Ferdinando Minucci

Agosto del 1995 "Avvocato, il virginiano parla poco, diciamo tre o quattro cose al mese, che ne dice, verrebbe a fare due chiacchiere con lui così tanto per conoscerci meglio, sa lei parla bene l'inglese" mi lusingò Ferdinando Minucci da un paio d'anni onnipotente signore della Mens Sana.
Il gm l'avevo conosciuto due anni prima quando a Poggibonsi mi incontrai con lui per definire i dettagli del contratto di Cesare Pancotto, uno dei (pochi, pochissimi) miei assistiti del tempo. Ora per fortuna, specie la loro, non assisto più nessuno da anni. All'epoca mi domandai come mai un gentiluomo inglese del settecento si fosse reincarnato nel Granducato; al momento della chiamata già pensavo che se proprio doveva essere la reincarnazione di qualcuno al massimo poteva essere un diabolico signore medioevale.
Il virginiano era Sherron Mills, il primo vero grande colpo del gm. La Mens Sana aveva appena goduto dei servigi di Darren Daye, Lemone Lamplay, Dalla Comegys; tutti buoni per carità, ma tutta gente che in Italia aveva già giocato. Il gm voleva un volto nuovo.
Minucci dispone di un network internazionale di beneinformati di vicende Usa, li ascolta tutti, ma poi fa notoriamente di testa sua. Io ero stato inserito nel listone. "Questo Sherron mi piace molto, lei avvocato che ne pensa?" disse. Sherron l'aveva già scelto, ma intanto voleva una controprova. "Lo prenda, dottore, lo prenda. Un anno discreto in Francia, ma è un atleta categoria cinque stelle, può solo migliorare e vincerà la classifica dei rimbalzisti".
Prima partita 2-10 e sconfitta interna contro Varese. Pensai che la mia permanenza nel listone fosse - diciamo così - un attimino compromessa. I giornali dicevano che Don Cesare ne avesse già chiesto la testa. Poi la Mens Sana gioca a Milano, la mia città. Era - stando alla Gazzetta - l'ultima chiamata per Sherron. Siena parte bene e Mills mette due canestri dal post basso sinistro. Milano reagisce. Matteo Anchisi, dieci decimi di visione cestistica, manda per aria una palla verso il lato debole. Dal nulla appare Mills che sale non meno di 40 centimetri sopra il ferro e mette una schiacciata da far scappare gli uccelli dagli alberi. Il mio vicino di posto grida: "se questo lo tagliano, perché non lo prendiamo noi!" forse il posto nel listone era salvo.
Minucci lo voleva confermare, ma voleva far sondare il terreno da qualcuno con dolcezza, perché Sherron era chiuso, timido fino al punto di sfiorare l'alterigia.
"Avvocato, le pago la benzina, l'autostrada e magari anche un Fattoria all'autogrill". Il Fattoria fece la differenza. Arrivato mi accorsi che il gm aveva già deciso che quello che era realmente diventato il miglior rimbalzista del campionato, andava cambiato comunque, perché la nuova Mens Sana sarebbe stata fondata su un'ala piccola ed un centro.
Mesi dopo altra chiamata. "Avvocato, mi piace un centro Gerard King, tu che ne pensi?". Ero stato promosso - o retrocesso? - al tu. "Buono, buonissimo l'ho appena visto in Cba in un postaccio chiamato the Quad City, perché sono quattro città assieme sul Mississipi-Missuri, fan schifo tutt'e quattro, ma il giocatore è buono. Per il corpo che ha ed il rimbalzista che è, ha delle mani molto, ma molto educate". Alla quarta giornata la solita Gazzetta già lo metteva nella lista dei probabili tagli della domenica. Anche il mio nome nel listone del gm rischiava il taglio; ma a Trieste Gerard disse 11 su 16 dal campo con impressionante dimostrazione di potenza. Il resto è storia. Minucci mi da ancora del tu, Grazie Sherron, grazie Mr. King".
*Federico Buffa è stato per lungo tempo, a giusto titolo, fra i preferiti nel listone del gm della Mens Sana Basket; tra gli altri troviamo , nella prima "era", Achille Lauro, Flavio Tranquillo, Franco Montorro, Guido Bagatta.


estratto da "Aneddoti a Stelle e Strisce" di Federico Boffa