I GIOVANI MENS SANA: DARIO MASCIARELLI

DARIO ED I SUOI ... UNA FAMIGLIA DI SPORTIVI

Dario Masciarelli è già un protagonista. Non ne dubitavano. Nonostante i suoi sedici anni il ragazzo non tradisce quando le sfide sono impegnative. Contro Pistoia ha fatto una ventina di punti, belle ed importanti giocate nelle due metà di campo, senz'altro uno dei prospetti più interessanti visti in campo.
La sua prestazione in questo primo importante impegno merita la nostra attenzione ed una pagina tutta dedicata a lui . Inoltre, anche se con un vissuto limitato ai suoi sedici anni, Dario ha già una bella storia di basket da raccontare.
Intanto non capita a tutti nascere in una famiglia come quella dei Masciarelli di Pescara, una famiglia di grandi sportivi da generazioni; tutti però con una grande passione, quella per la bicicletta.


Cominciò due generazioni fa Giulio Masciarelli, vinse 53 gare compresa la Trieste San Remo all'epoca importante corsa; proseguì Erminio, padre del nostro Dario, che vinse 33 gare su strada ed una cinquantina su pista fra cui la prima edizione del trofeo Fantini, evento importante fra i dilettanti. Erminio dopo due anni e mezzo abbandona la bicicletta per motivi di lavoro. Chi prosegue è invece il fratello Palmiro che correrà da professionista 14 giri d'Italia, 9 volte nazionale; sarà il gregario prediletto di Francesco Moser con il quale dividerà la camera nei giri e da compagno di fiducia assolveva a tanti altri compiti come per esempio quello di provarne la bicicletta prima delle gare.
La dinastia dei Masciarelli in bici prosegue con i figli di Palmiro, Simone, Andrea e Francesco, quest'ultimo fortemente voluto alcuni anni fa da Vinokurov, general menager del grande team professionistico dell'Astana.
Viene naturale la domanda: come ha fatto Dario a non essere assorbito come l'inchiostro nella vecchia carta-assorbente nel tutto-bici di casa Masciarelli?




Se lo sono un po' chiesti tutti a Pescara dove la famiglia è logicamente molto conosciuta. La risposta sta in un nome: Eric Cimenez. Eric è il fratello domenicani acquisito dalle seconde nozze del padre, dieci anni più grande di Dario, appassionato di basket che gioca prima nell'Amatori Pescara e poi nella Pompea Atri Basket. A Dario piace! Difficile dire se subisca più il fascino di questo magnifico sport di squadra o quello delle gesta del fratello maggiore. Comunque Dario inizia a giocare a minibasket; ha circa 6/7 anni. Zio Palmiro logicamente “non molla”: gli regala per andare in bici la divisa estiva, quella invernale, il caschetto ,e quando con “gli amici del pedale” lo vede con la bicicletta da corsa di babbo Erminio fare 90 km. a 13 anni ad un velocità impressionante e dare la classica “polvere” agli adulti amatori , pressa forte. Dario è fra due fuochi ma dopo aver ascoltato e seguito il consiglio del padre: “Decidi TE quello che vuoi fare; l'importante è che tu faccia una sola cosa, possibilmente fatta bene, o il basket o la bici”. Dario continuò con il basket.

Dario ha qualità di base importanti, è alto 1metro e 96 centimetri ma (attenzione!) ha una apertura di braccia di 2 metri e 17 cm. Ricorda in questo, braccia lunghissime, ed in altri aspetti (filiforme anche se muscolarmente tonico) un old-ex anni '70 della Mens Sana, Fabio Giustarini detto “Chiodo”. Dario già all'età di 13 anni schiacciava con tutte e due le mani , arrivava al ferro con naturale elasticità . Oggi è nel contesto giovanile il boy dunk del basket junior; salta scooter fra lui ed il cerchio e vola a schiacciare. Coach Michele Catalani lo voleva portare a Siena già due anni e mezzo fa ma gli Amatori Pescara all'epoca vollero tenerselo. Poi il trasferimento in prestito alla Stella Azzurra Roma con la quale Dario, a 16 anni, vince il titolo nazionale con gli Under19. Partecipa all'Inernational Tournament U19 inseme ai più grandi Cacace e Bucarelli. In questa stagione romana conosce bene il coach senese e quando a fine anno deve fare la scelta fra Stella, che lo voleva acquistare, e Siena il ragazzo sceglie quest'ultima per il prestigio e valore storico della società e per la presenza di coach Catalani.
Dario a Siena sta bene sia in squadra che fuori. Ottimo il servizio in foresteria; ha una grande stanza tutta per se . In questa ospita sua padre quando, una volta al mese, viene a fargli visita partendo da Cugnoli, un paesino a 35 Km. da Pescara. Resta con lui un paio di giorni. Dei bei giorni per il giovanissimo Dario e per il padre. Un momento di vita familiare che a Roma non aveva perchè la Stella non gli offriva questa opportunità e questa accoglienza che la Mens Sana oggi gli offre.

Estratto da Mesesport di Fini Stefano