Lajos TOTH con Raffaele Taglialatela


1984 - LAJOS TOTH - QUELLO CHE NON AMAVA GLI SCHEMI.

Un incredibile equivoco tecnico quello del povero Lajos Toth. Una parentesi infelice sul parquet, anche se l'uomo aveva numeri da non disprezzare. Lajos era arrivato in Italia dall'Ungheria dopo la crisi del '56. Buon giocatore, da allenatore si ricordano i suoi successi ad Asti, dalla C alla A con il SaclÓ, e la galoppata verso la A1 ad Udine. A Siena lo port˛ Fadini, il menager scelto dai Lanfredini, che ha saputo fare buone cose a Verona, Napoli per poi naufragare nei meandri delle regole a Treviso. La Mens Sana Mister Day di Lajos contava su due colossi d'ebano, Mike Bantom e James Hardy, e in regia l'eterna riserva di Marzorati, Giorgio Cattini. Lajos non amava gli schemi ed imponeva a tutti, anche ai centri ed alle ali, di portare palla in contropiede. I pochi momenti di autentico spettacolo lasciavano il posto a vuoti di memoria spaventosi. Lajos se la prese anche con i giornalisti, colpevoli di non capire la sua filosofia. La polemica divamp˛ su giornali, radio e televisioni, ma contano solo i fatti, e questi ci dicono che alla fine del girone di andata la Mister Day era penultima in odore di retrocessione. Toth fu sostituito da Carletto Rinaldi e la Mens Sana, costruita per vincere, almeno si salv˛.


Roberto Morrocchi