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Alex Frosini doveva fare il pastore

Siena  dicembre 2002  -  Posted in : Storie da leggere
Fonte: ReggioBasket

 

Se a "bruciapelo", come si usa dire da queste parti, vi chiedessero: < Qual'e' il senese piu' di successo nel contesto del basket di tutti i tempi? > una buona
fetta, quantificabile in un buon 90%, si dividerebbe su due nomi, Simone Pianigiani e Ferdinando Minucci; poi con i conseguenziali "ma e pero'" che il secondo di questi
si porterebbe dietro, la scelta e pertanto la risposta cadrebbe su il buon Simone. Risposta errata! C'e' un senese nato in questo spicchio di mondo del basket con
un palmares a cinque stelle: due campionati italiani, quattro coppe Italia (in quella del 1999 fu anche mvp), due coppe campioni ed Eurolega, un argento agli europei del
'97 in Spagna ed ancor prima, nel 1992, un oro agli europei Under22 in Spagna. Questo e' Alessandro "Gibo" Frosini, il pivottone nato e cresciuto a Castelnuovo
Berardenga che ha iniziato a giocare nelle giovanili della Mens Sana e che, dopo la promozione con la prima squadra biancoverde, lascia la società senese  
per altri lidi, piu' ambiziosi e facoltosi, facendo le fortune di entrambi (sue e della societa').

"Avro' avuto 8 anni -racconta Alex Giba - per 4-5 mesi ho fatto il minibasket nella Mens Sana Siena. Tuttavia, abitavamo a 30 km da Siena, nelle campagne del Chianti.
Per mio padre era quindi un problema fare sempre avanti e indietro. Cosi', decise di costruirmi un canestro dietro casa e io per 2-3 anni continuai a tirare li'.
Poi ci trasferimmo piu' vicino a Siena e mio padre da tenace mensanino torno' alla carica per riportarmi al palazzetto di via Achille Sclavo. Avevo 12-13 anni: ero
un lungagnone sgraziato e il divario dagli altri era enorme. I miei compagni di allora erano molto piu' avanti di me; i vari Aprea, Braccagni e Miserendino gia' sapevano
giocare mentre io ... Pero', vedevo che allenamento dopo allenamento la distanza si assottigliava sempre piu' grazie anche a tutti i miei allenatori che mi hanno seguito.
Ricordo con piacere Piero Franceschini, Luca Finetti e Marco Collini con il quale ho fatto i miglioramenti maggiori. Arrivavo anche un ora prima agli allenamenti.
L'esordio in prima squadra, a Siena, e' avvenuto nella stagione '89-'90: giocavo con Brumatti, Pastori e avevo 'Dado' (Lombardi, ndr) in panchina: li' ho imparato a
vincere. Proprio quell' anno conquistammo la promozione in A2.
Giocai anche alcune partite, ricordo per esempio a Cagliari e la finale contro Imola. Fu una soddisfazione immensa, non dico come uno scudetto, ma quasi. Dopo tanti anni di purgatorio, infatti, Siena ritornava nel palcoscenico che le spettava di diritto. Ci furono tanti festeggiamenti e caroselli di auto fino a notte fonda. Per me giovane del vivaio la
promozione con la squadra della mia citta' fu un sogno. Il sogno per me continuo' dato che mi ritrovai, grazie soprattutto alla mia crescita nella Mens Sana, nelle
giovanili della Nazionale. All'epoca c'erano i vari Fucka, Abbio, De Pol, Myers, Ferretti eccetera: su 12 giocatori, 10 diventammo professionisti".
Avevo solo 17 anni e fui trasferito a Verona. La Mens Sana fece un buon affare, prese diversi soldi che le permisero di allestire una squadra molto competitiva anche
in A2, in effetti riusci' a vincere il campionato".

Per Alex una escalation impressionante: nel '94 alla Fortitudo Bologna di Scariolo, societa' che nutriva grandissime ambizioni ma con qualche problema di spogliatoio:
"Di quel periodo un aneddoto curioso - prosegue il "Gibo" - uno bellissimo su Esposito (Vincenzo, ndr). Era un periodo nel quale c'erano diverbi tra lui e il coach
Scariolo. In un allenamento ha iniziato a tirare solo da tre e solo a tabella. Il problema e' che li metteva tutti lo stesso... Dopo il quarto-quinto tiro Scariolo
perde la pazienza e gli dice: 'Basta, Vincenzo! Se tiri ancora una volta a tabella ti faccio la multa!'. Risposta: 'Si', o' viggile urbano'... Il seguito non si puo'
raccontare!".

Poi nel '97, con l'accusa di "tradimento sportivo" rimase sotto la torre degli Asinelli ma con la maglia delle "V" nere, la grande Virtus di Ettore Messina, "Manu" Ginobili, Rigaudeau, poi Nesterovic, Danilovic ecc.
"Il momento piu' alto della mia carriera - prosegue Alex - e' stato quando abbiamo vinto la seconda Eurolega contro il Tau: furono cinque gare tiratissime e alla fine,
dopo un anno per noi meraviglioso, ci siamo guardati tutti negli occhi pensando di aver compiuto davvero qualcosa di irripetibile. Ne approfitto per ricordare che,
a cavallo di quella stagione, persi mio padre e, sono sicuro, dall'alto lui mi ha guidato per giungere a quei traguardi.
Quando ero bambino a Castelnuovo e da ragazzo alla Mens Sana, ricordo che mio padre mi prendeva sempre in giro, perche' non mi andava di andare a scuola... ed
agli allenamenti andavo piano rispetto agli altri. Mi diceva: 'Dimmelo subito che vo' fa da grande, ti compro 200 pecore e vai a fare il pastore. Tanto lo spazio
qui non ti manca di certo!".



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