RICORDI IN BIANCOVERDE

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  • 1947/48 IL TIRO DI BONCI
    Il tiro a due mani di Bonci allo scadere
  • 2000 - BORIS VS JORDAN
    La sfida sognata
  • 1965 - MARTA NON COME NOMI
    Marta Pellegrini non ebbe il successo di Nomi Pesciolini
  • 1974 - DAL "PREMIO SIMPATIA ALL'INCIDENTE
    I protagonisti: Cardaioli, Brenci e Franceschini
  • 1979 - A VERVIERS LA PRIMA IN COPPA
    In Coppa Korac la prima esperienza internazionale
  • 2019 - LA NUOVA FINE DELLA MENS SANA
    Cancellati dal campionato di serie A
  • 1976 - USCIMMO AL GRIDO: "VENDUTI"
    Campionato sfortunato ma anche da dimenticare
  • 1955 - COSA VIDERO DUE ARBITRI IMPAURITI
    Da una cronaca di Renzo Corsi
  • 1953 - GIOCATORI IMPROVVISATI FALEGNAMI
    Mancavano dei grandoni per il pubblico ... cosa fare?
  • 1973 - FILIPPONE ALVARINO ED IL CARDAIOLI
    Come studiare e preparare una partita in quegli anni
  • 1953 - SANTINI E GUIDARINI INCANTANO ROMA
    Contro la Stella Azzurra una indimenticabile vittoria
  • 1956 - LA PRIMA TRASFERTA IMPEGNATIVA
    Viaggio in nave impegnativo e costoso
  • 2004 - "FOFFO" UN AMICO
    La notizia della morte di A.Ford da "Give me five"
  • 2004 - IL PRIMO AMERICANO: CARL JOHNSON
    La sua presentazione fatta da Paolo Maccherini




  • Il tiro a due mani di Bonci allo scadere


    Nella stagione 1947/48 la Mens Sana allenata da Remo Centini vince il girone toscano di 1^ divisione.

    Per la vittoria finale è determinante il pareggio ottenuto a Livorno sul campo di via Micali (foto a lato campo via Micali) a spese del Dopolavoro Ferroviario, in una fredda e ventosa giornata del mese di febbraio 1948. A seguito delle condizioni climatiche, defficile avere la classica "mano caldo" e nei tiri dovevi considerare anche la forza del vento.

    La partita finisce 20-20 ed il canestro del pareggio (risultato consentito) desta viva sensazione e molte discussioni.
    Infatti viene realizzato da Emilio Bonci con un tiro a due mani scoccato da oltre metà campo e negli ultimi istanti dell' incontro, tanto che il fischio di chiusura della gara coglie il pallone nella sua parabola ascendente e la sfera, tra la trepidante ed attonica attenzione di tutti, impiega una ... eternità prima di infilarsi nel canestro.

    Con questo pareggio la squadra viene ammessa al primo dei tanti spareggi disputati per la promozione.

    In quella Mens Sana c'erano: Bonci Emilio, Batazzi Umberto, Bigliazzi Luciano, Curti Enzo, Garuglieri Guido, Vichi Francesco, Galluzzi Giorgio, Laini Sergio, Dolfi Giovanni, Orlandi Mario, Mugnai con allenatore Remo Centini.



    da "Spigolando ... nel passato mensanino" ed. 1973

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    2000 - Boris contro Jordan


    Uopini, maggio 2000, quattro case ed un campanile lungo quella che, nei primi secoli del primo millennio, era la via Francigena. Spazi immensi addolciti dal lieve alternarsi delle colline senesi, sorvegliati, qua e là come sentinelle, da filiformi cipressi e dominati, in lontananza, dal Monte Maggio.

    "Che meraviglia!!"
    Boris ripeteva questa esclamazione ogni volta che guardava quel paesaggio che mai finiva di stupirlo.

    Uopini in quegli anni è stato uno del luoghi, ad un paio di chilometri da Siena, in cui hanno preso residenza molti personaggi del crescente basket senese: Chiacig, Minto, Rossetti, coach Recalcati ed appunto Boris Gorenc.

    Niente era meglio di quel luogo per ricaricare "le batterie", per riflettere sul passato e programmare il futuro.
    Boris lo riteneva uno dei segreti delle eccellenti prestazioni che stava fornendo alla Mens Sana. In quel luogo anche gli eventi del passato acquistavano un sapore intenso e profumato come il rosso vino di "Rocca delle Macie" che ogni tanto sorseggiava a fine pasto.
    Fu proprio in una occasione del genere, in quella sera di metà maggio, che gli ritornò alla mente una storia che probabilmente in tanti conoscono già: l'uno contro uno tra Micheal Jordan e Boris Gorenc ai tempi in cui l'asso sloveno era in prova ai Chicago Bulls.

    Fin dal primo giorno Gorenc chiese a Jordan di fare un uno vs uno.
    Sempre rifiutato. Sempre.
    Poi un giorno a Gorenc comunicarono il taglio. Durante l'ultimo allenamento, con coach Jackson in piedi per il solito breafing ed al quale Jordan non vi partecipava mai (arrivava sempre dopo) ecco M.J. Va dal coach, vi parlotta sopra due minuti; poi Jackson si siede. Jordan prende una palla, si gira verso la panca e la passa a Gorenc.
    Comincia l'uno contro uno.
    Per la cronaca Gorenc va avanti 9 a 1, ma in casa Jordan si va fino a 10. Morale della favola, passano quattro cinque possessi e Jordan, si porta sul 9 a 8.
    Sull'ultimo potenziale possesso Gorenc, per due volte, commette un fallaccio pur di non farlo segnare. Quasi una ripicca, tanto che Jackson si alza in piedi e dice basta. Ma Jordan fa un gesto con la mano, e gioca l' ultimo possesso.
    Ecco il momento in cui Gorenc sente la musica, vive il momento e si gode in diretta quell'incredibile tiro in allontanamento che solo MJ sa fare.
    E perde.
    Stretta di mano. Fine di un sogno. Fine di tutti i sogni.
    Un ricordo indelebile. Per dire cha dietro un grande giocatore c'è sempre un grande uomo, e lo misuri nel tempo, nel sapore dei ricordi che ti lascia.


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    1965 - Marta Pellegrini non ebbe il successo di Nomi Pesciolini


    Nel giugno del 1965 ricorrendo il cinquantenario della prima esibizione in Italia del gioco della pallacanestro ad opera proprio di una squadra di ginnastica della Mens Sana, la Società organizza il “Trofeo d’Oro Enrico Bianchini”, trofeo per squadre regionali.

    Vi prendono parte: Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana. Le quattro formazioni presentano nelle loro file una trentina di giocatori “nazionali”. E’ uno spettacolo di basket di alto livello tecnico.

    Vediamo come risponde questa città madrina del basket italiano.
    Intanto è giusto far presente che assistono alla manifestazione il Presidente Federale prof. Decio Scuri ed altri dirigenti e tecnici nazionali.
    La Società offre al Presidente della Fip ad ospiti e cittadini la riproduzione perfetta di quell’evento con tanto di manoscritto relativo alle regole del gioco tradotte dall’inglese dalla prof.essa Ida Nomi Pesciolini, istruttrice delle ginnaste mensanine che tale gioco dimostrarono a Venezia nel concorso ginnastico del 1907.

    Il torneo viene aperto con una rievocazione storica di quell’evento effettuata da squadre femminili preparate dalla prof.essa Marta Pellegrini.

    All’importante e significativo evento ed ai successivi incontri di livello assiste però poco pubblico.
    Si giustificò dicendo “pubblico tenuto lontano da un’arietta fredda e quasi autunnale”.

    Poichè alla Manifestazione sono presenti alcuni amministratori comunali si prende lo spunto delle particolari condizioni climatiche per sollevare ancora una volta l’annoso problema del campo di gioco anche perché è sfumata la possibilità di realizzare un impianto all’ interno della fortezza medicea come prospettato in un primo tempo dalla Amministrazione Comunale.




    memorie storiche tratte da pubblicazioni dell'epoca presso la Bibloteca Comunale effettuate da Stefano Fini
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    Dal "Premio simpatia" ad un incidente poco simpatico


    "18 maggio 1975 - L'allenatore della Sapori Mens Sana, il suo vice ed un giocatore sono rimasti feriti in un'auto finita stanotte in una scarpata dell'autostrada Siena-Firenze e si trovano ricoverati al policlinico in serie condizioni.
    L'allenatore Ezio Cardaioli, di 40 anni, e il vice Giorgio Brenci, di 39 anni, avevano preso posto nella "Bmw 1600" targata SI 94660 condotta dal giocatore Piero Franceschini, di 24 anni, di Rosignano Solvay.
    I tre sportivi reduci da Firenze, dove era avvenuta la cerimonia della consegna del premio "Gran simpatico", viaggiavano verso Siena quando giunti in comune di Monteriggioni la vettura ha sbandato, ha sfondato il guardrail ed è precipitata nella scarpata compiendo un volo di una ventina di metri."
    Questo è quanto fu riportato nella cronaca dell'epoca mentre nel memoriale di Ezio Cardaioli troviamo scritto:
    Tornando da Firenze, dove fummo premiati come componenti della squadra toscana più simpatica dell'anno, si accadde un fatto tutt'altro che simpatico: uscimmo di strada nei pressi delle Badesse a causa di un colpo di sonno capitato al guidatore Franceschini. La Bmw di Piero, non essendoci ancora il guardrail centrale, attraversò tutta la sede stradale ed uscì dalla parte opposta sbattendo nel guardrail. Nell'impatto il Brenci venne catapultato in una spinaia, si procurò diverse fratture; Franceschini invece fu sbalzato nella sede stradale ed io rimasi dentro la macchina che si ribaltò. In qualche modo riuscii ad uscire dalla macchina e vidi Piero che era in un lago di sangue nell'asfalto e ovviamente si lamentava invocando la mamma; il Brenci si fece vedere in mezzo a una spinaia a metà scarpata con un accendisigaro. Io mi misi a fermare le macchine ....

    * dalla "Nazione" del 18/5/1975 e "Dal basket amatori alla serie A, andata e ritorno" di Ezio Cardaioli



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    1979 - A Verviers la prima in Coppa


    L'Antonini ha esordito in modo stupendo nella coppa d'Europa intitolata al giocatore jugoslavo Korac. Ha vinto nelle Ardenne il suo primo impegno in una coppa internazionale e lo ha vinto alla maniera grande (78-63).
    La squadra dell'Antonini temeva questa prima esperienza internazionale sia perchè non si conosceva l'esatto valore della squadra belga, sia per le condizioni ambientali. Si è giocato infatti in una specie di fossa dei leoni con un campo al quale è stato tolto anche il velo protettivo del linoleum. Si è giocato su un terreno durissimo in cemento ed a temperature quasi polari. Problemi anche logistici dato che gli albergatori non avevano fornito tutte le camerette con letti singoli.
    La gara è stata impostata dai senesi sul ritmo blando: ciò che si temeva maggiormente era la velocità dei belgi e soprattutto del play Hysmans, per verità troppo basso, ritenuto uno dei più forti insieme al nazionale Alen Stallenberg e a quel Mulligan che i tecnici della Mens Sana ben conoscevano perchè l'americano di Verviers due anni fa aveva disputato il torneo delle Contrade con i colori della Civetta.
    Fra i senesi ottima la prova di Giroldi, ieri sera in ottima forma, che ha avuto una percentuale sbalorditiva da fuori di 6 su 7...




    dalla "Nazione" del 01/11/1979 di Guido Parigi

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    2019 - La nuova fine della Mens Sana


    Una delle società più gloriose della nostra pallacanestro è stata esclusa dalla serie A2 per motivi finanziari e sportivi, dopo una serie di vicende quasi incredibili.

    La Mens Sana Basket 1871 è stata cancellata dal campionato di serie A, già sufficientemente falsato, e con questo atto (dovuto) della federazione si chiude una storia controversa e in certi anni gloriosa, con cui peraltro la pallacanestro italiana non ha ancora davvero fatto i conti. Una storia che già si era interrotta con il fallimento del 2014, dopo la finale scudetto persa contro la Milano allenata da Luca Banchi, che la stagione prima il titolo (poi revocato) lo aveva vinto sulla panchina senese. Interrotta quasi in concomitanza con la fine dell’era di Ferdinando Minucci, ma subito ripresa in serie B con la promozione immediata in A2 dopo lo spareggio con Agropoli.
    Da allora la Mens Sana è stata in quello che molti appassionati considerano il vero campionato italiano, visto che i due stranieri e la sua relativa stabilità lo fanno assomigliare alla emozionante A1 degli anni Ottanta e primi Novanta. Ma la sua vita non è mai stata tranquilla, perché nel 2016 ha attraversato un’altra crisi finanziaria, risolta anche con una sorta di azionariato popolare unica nell'Italia del basket. Nel 2017 l’entrata in scena di Massimo Macchi, con Guido Bagatta presidente onorario: navigazione a vista fino alla scorsa estate e stagione che già viene iniziata a meno 3 punti, per un ritardo nel pagamento delle tasse federali.

    La squadra guidata da Paolo Moretti fa quello che può, ma a febbraio di fatto arriva al capolinea fra stipendi non pagati e altre situazioni che fanno fuggire i giocatori.
    Si arriva così alla mancata trasferta a Legnano, con conseguente 0-20, e al punto di non ritorno della partita con Biella giocata giocata dai ragazzi.
    Poi l’esclusione e la cancellazione di tutti i risultati ottenuti in questo campionato, in modo almeno da neutralizzare questa presenza fantasma. Il futuro realistico prevede la ripartenza dalla Prima Divisione, ma la situazione finanziaria della pallacanestro è tale che un diritto per un campionato superiore viene quasi tirato dietro e quindi ha buon gioco chi parla di fantomatiche cordate o degli inevitabili ‘investitori americani’. Il passato glorioso comunque rimane e chi contro quella super Siena ha perso non è che si senta granché indennizzato dalle ultime revoche.



    dal "Guerrin Sportivo" del 21/03/2019 di Stefano Olivari

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    1976 - Uscimmo al grido: "venduti! venduti!!"


    Per la Mens Sana il campionato 1975/76 in parte fu sfortunato ed in parte talmente vergognoso, in poche parole una stagione da dimenticare.
    La Fip inventò una nuova formula relativa allo svolgimento del campionato. Ci fu una prima fase e chi entrava nelle prime sei (il campionato era a dodici squadre) faceva la cosidetta poule finale, le altre sei venivano inserite in due gironcini mischiate con squadre di A2.
    La Sapori non ce la fece per un pelo a entrare tra le prime sei: con 20 punti infatti giunse a pari merito con altre tre squadre, Snaidero, Mobilquattro e Jollycolombani; la Snaidero e la mobilquattro per il solito discorso della classifica avulsa entrarono tra le prime sei e quindi furono ammesse alla poule finale. La Mens Sana fu inserita invece in un girone che comprendeva anche la China Martini e la Brina Rieti di A1, più Petrarca Gorena, Duco Mestre, Juve Caserta, Fag Napoli ed Ausonia Genova di A2.
    Vincemmo questo "secondo campionato" abbastanza agevolmente, giungendo primi con alle spalle la Gorena Petrarca e la Chinamartini, così nello stesso campionato conseguimmo la retrocessione e di nuovo la promozione in A1.
    Voglio però ricordare la brutta figura che si fece nell'ultima partita di questa seconda fase: eravamo già matematicamente sicuri di essere ritornati in A1 e dovevamo giocare al Dodecaedro con la Petrarca Gorena di Sales, che invece per essere promossa (veniva dall'A2) doveva per forza vincere contro la Mens Sana. Naturalmente nonostante le mie raccomandazioni di finire l'anno "a modino" accadde che le motivazioni dei goriziani si dimostrarono sul campo così forti al punto di essere determinanti ai fini del risultato, che fu addirittura di 78 a 56 a loro favore. Doveva essere una festa per il ritorno in A1, invece uscimmo dal campo tra fischi, sfottò vari e al grido "venduti venduti".

    * da "Dal basket amatori alla serie A andata e ritorno" di Ezio Cardaioli




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    1955 - Cosa videro due arbitri impauriti


    Siamo nella stagione 1954/55 Bruno Casini torna ad essere l'allenatore della squadra, dopo la parentesi Bonci, ed il campionato vede ancora la Mens Sana tra le protagoniste unitamente a Cus Perugia.
    Viene varato un preciso programma tecnico con particolare riferimento al vivaio giovanile; tra gli allievi troviamo Falaschi Paolo, Barlucchi Alfredo, Oscar e Paolo Semplicio. La prima squadra poteva fare assegnamento su Bigliazzi, Stoppini, Santini, Gianni, Paganini ed i giovani Cardaioli, Collodel, Viti Antonio, Emilio Giannelli, Sani Pietro e Babbucci Pietro.
    Dicevamo squadra protagonista, Mens Sana prima in classifica fino a quando una brutta domenica mattina la squadra venne sconfitta a Pontedera nella penultima giornata del campionato terminando al secondo posto ad un punto dal Cus Perugia.
    Cosa accadde a Pontedera ? Di tutto e di più; di quella partita Renzo Corsi (cronista presente) così scrisse:
    "ambiente paurosamente ostile ... i due arbitri emiliani manifestamente timorosi ... gli errori arbitrali si accumulavano ai nostri danni. Ora siamo qui impotenti con la nostra grande delusione. Non ci saranno campagne di stampa, scandali nazionali per questi ignoti arbitri che su di un piccolo campo convalidarono anche un canestro non fatto, la palla tocca la retina esterna, non entra.
    Con la loro grande paura decretarono la condanna di una squadra, i sacrifici di tutti. Qui la nostra tristezza."



    dal numero unico del 1973 "Spigolando nel passato"

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    1953 - Giocatori improvvisati falegnami


    Per l'ultimo incontro del girone eliminatorio del campionato nazionale di serie C 1952/53 la Mens Sana deve ospitare la Libertas di Pisa. La squadra senese ha condotto tutto il torneo in testa della classifica e soltanto nella penultima trasferta si è vista superare di un punto dai pisani.
    L'attesa per l'incontro è vivissima e la richiesta dei biglietti d'ingresso nell'angusto campo di S. Agata diventa pressante. Come ospitare tanto pubblico ?
    Ecco che i giocatori, invece di allenarsi per l'importante gara, si mettono a lavorare manualmente, e costruiscono alcule pedane ed una tribunetta in legno.
    Domenica 22 marzo 1953 il campo è zeppo fino all'inverosimile di una festante folla di appassionati che non fa mancare il proprio incitamento. Dopo una gara entusiasmante la Mens Sana supera, in un finale travolgente, gli avversari col punteggio 45-35, ottenendo l'ammissione agli spareggi.
    Assistono alla partita un migliaio di persone di cui 757 paganti.



    Ripercorrere il passato mensanino del 1969

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    1973 - Filippone ed Alvarino nei ricordi di Cardaioli


    Ezio Cardaioli, il coach della prima promozione in serie A, ricorda:
    Le promozioni in serie A erano due e se le contendevano le prime due del girone nord (Gorizia e Vigevano) e quelle del girone sud (Mens Sana e Rieti). Queste quattro squadre disputarono un gironcino andata e ritorno per contendersi il passaggio al Paradiso del basket nazionale.
    Le due squadre del nord erano date per favorite da tutti gli addetti ai lavori e della stampa sportiva. La Splugen poi, avvezza a vincere sempre nel suo girone, superando i fatidici cento punti a partita, veniva data la sicura promossa in serie A. Io ovviamente studiai le nostre tre avversarie e andai a vederle prima che cominciasse la fase finale perchè ero fermamente convinto del detto "Partita vista, partita vinta". A quel tempo non c' erano le cassette e tutta la tecnologia di ora, bisognava partire e andare a vedere le partite di persona se si voleva avere i dati tecnico-tattici di una squadra. A tal proposito mi ricordo che per vedere la squadra di McGregor, che come accennato segnava sempre oltre cento punti a partita, andai a Mestre insieme al mio amico e segretario di sezione ragionier Filippone, molto esperto nella ripresa delle partite con una cinepresa che oggi sarebbe sicuramente un cimelio di valore. Mi paludai con tanto di cappellaccio, barba e baffiper non farmi riconoscere, ci sistemammo in alto in un palazzetto stracolmo e, mentre io prendevo appunti alla meglio, il ragionier Filippone riprendeva la partita con la cinepresa nascosta sotto l' impermiabile. Il viaggio a Mestre pagò alla grande, perchè quando la squadra di McGregor venne a Siena segnò la bellezza di 53 punti, e noi 57, e quando andammo a Gorizia per il ritorno si vinse 67-60 la partita che in pratica ci spalancò le porte della serie A.

    Riguardo questa fondamentale partita, che fece esultare Siena e portò per la prima volta i tifosi a fare caroselli in Piazza del Campo, mi piace ricordare che, andati a letto dopo aver mangiato e festeggiato, ci ritrovammo tutti, verso le tre, nei corridoi dell' albergo con gli occhi sbarrati e tanta frenesia addosso. Così decidemmo di partire subito per Siena, senza aspettare la mattina. Mentre si entrava in pullman tutti euforici e vocianti, il nostro mitico massaggiatore Alvarino disse: "Mah, forse ho sbagliato la dose (di non so che cosa, ndr) che ho messo nell' acqua da bere durante la partita".



    estratto da "Dal basket amatori alla serie A andata e ritorno" di Ezio Cardaioli maggio 2009

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    1953 - Santini e Guidarini incantarono Roma


    Stagione1952/53:
    la Mens Sana è reduce dalla sconfitta interna subita ad opera della Morini di Bologna; occorre reagire decisamente allo scoramento e dare una prova di carattere per riconquistare la fiducia del pubblico. I giocatori annunziano fervidi propositi di rivincita per la prossima partita che si disputerà a Roma contro la forte Stella Azzurra. La preparazione fisica e mantale è intelligente. Casini studia una nuova tattica per bloccare il lungo Costanzo (affidato alla guardia di Stoppini) e per liberare verso il canestro Guidarini, il miglior nostro realizzatore in trasferta (a Roseto 35 punti).
    A Roma vinceremo (52/50) e la vittoria, contro la Stella Azzurra, sarà, senza dubbio, una delle più significative della storia della pallacanestro mensanina.
    Nell'arco della partita c'è un episodio che vale la pena di ricordare: Santini , funambolo ed estroso come sempre entra in palleggio basso, sulla destra, col pallone quasi nascosto dal corpo si libera in aria e tira in canestro richiamando su di se la guardia di Chiaria che non si accorge che Santini tira senza il pallone che è andato a finire nelle mani di Guidarini che segna indisturbato.
    Applausi a non finire anche da parte del pubblico romano.



    estratto da “Spigolando sul passato” di M.M. articolo contenuto nel Numero Unico pubblicato in occasione promozione del 1973

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    1956 - Sardegna: la prima trasferta impegnativa


    E’ una tranquilla serata fine estate del 1956, la notizia giunge alla sede di via S.Agata e rimbalza subito al caffè la Lizza, ritrovo di sempre degli appassionati di basket. La Mens Sana è stata ammessa alla serie B, al posto della rinunciataria squadra del “Pietro Micca” di Biella, per il campionato 1956-1957.
    Occorrono nuove risorse economiche per rafforzare la squadra ed affrontare i maggiori costi di gestione.
    A titolo di curiosità ricordiamo la trasferta in Sardegna (la prima) effettuata via mare.
    La spesa è gravosa (per quell’epoca) ed ammonta a L. 219.000. La cassa sociale non dispone di tale importo per cui è necessario ricorrere alla cortese… benevolenza di alcuni dirigenti.
    La trasferta dura dalle ore 14 di sabato 8 dicembre fino al tardo pomeriggio di martedì 11. La traversata, che prima della partenza aveva destato qualche preoccupazione, si svolge con mare calmo e con gli atleti a passeggiare sui ponti con l’aria di vecchi lupi di mare.
    Nel viaggio di ritorno Pacini tiene desta l’attenzione della comitiva con invito ”a veglia”, nella propria cabina, per partecipare ad un…..minipalio. Il gioco non diverte l’accompagnatore ufficiale, al quale è negata la soddisfazione di vedere vincere il cavallo prescelto.



    estratto da “Spigolando sul passato” di M.M. articolo contenuto nel Numero Unico pubblicato in occasione promozione del 1973

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    2004 - "Foffo" un amico


    Biografia sportiva:
    Alfhonso nasce il 31 ottobre 1970 nel sud degli Usa a Greenwood nel Missisipi. e come tutta la gente del profondo sud dimostra di avere una fiera dignità ed una straordinaria forza contro le difficoltà della vita.
    Alphonso non è uomo da mezze misure: o tutto o niente. Il suo College Universitario è stato quello del Wolley State del Missisipi ed è passato di lì in quegli anni non certo in modo anonimo o semi-anonimo: totalizza 3.000 punti, diventando di gran lunga il miglior realizzatore di ogni epoca. L' Nba storce la bocca per la sua statura; lui non ci sta, non è giocatore da bassi minutaggi. Irrompe così nel palcoscenico europeo diventando il capocannoniere della manifestazione più importante.
    La Montepaschi che punta al vertice italiano ed europeo lo sceglie come "stella", come punto di forza. Diviene la migliore guardia della serie A e trascina Siena alla prima semifinale scudetto della sua storia. Raggiunge le Final Four di Barcellona e lui per il terzo anno consecutivo è il miglior marcatore della manifestazione.
    Nell'estate del 2003 passa alla Scavolini ed il 29 maggio 2004 gioca la sua ultima partita ufficiale, proprio contro la sua ex squadra, la Mens Sana .
    Il 4 settembre ci lascia dopo aver scritto, pochi giorni prima (26 agosto) una lettera che riportiamo a seguito nella sua parte iniziale.

    "Cari amici,
    sono nella sfortunata posizione di dover annunciare che non sarò in grado di disputare la stagione 2004/05 con la Scavolini. Purtroppo le mie condizioni di salute non mi consentono più, a questo punto, di competere come un atleta professionista. In questo momento sono veramente grato a tutti voi e a tutti gli allenatori , compagni di squadra e tifosi, arbitri e dirigenti che, nel corso di questi anni, mi hanno dato l'opportunità di competere nello sport che ho amato di più .."

    Alphonso Ford - "Fonzie" per i tifosi di Pesaro "Foffo" per quelli di Siena



    estratto da “Give me five" del 2005

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    1973 - Il primo americano: Carl Johnson



    Sia detto con tutto il rispetto e la dovuta devozione: se Sant'Ansano fu il promartire cristiano della storia di Siena, Ernesto Carlo Johnson è stato il protoamericano della pallacanestro senese.
    Era il 12 agosto 1973, quando arrivò a Siena, ingaggiato dalla Sapori Mens Sana del duo Corradeschi - Pasqualini su indicazione precisa di coach Ezio Cardaioli.
    Carlo Ernesto Johnson, pivottone di 208 cm., nato nel 1948, baricentro basso, carattere timido, sorriso dolce; aria di persona beneducata, capelli tagliati corti come un marine in libera uscita, tipico americano bianco, ragazzo di campagna serio e puritano come i suoi avi svedesi arrivati con i Padri Pellegrini alla nuova frontiera.
    Carlo Ernesto sbarca a Siena con la moglie belga di cui non ricordo il nome, un cane pastore (femmina) dal nome impronunciabile e poche cose: coltelli da intaglio, sculture di anatre selvatiche, realizzate da provetto scultore del legno, mobili rustici ed oggetti che rivelano il suo amore per la natura e gli spazi sconfinati di una terra, l'Oregon, in cui vuole tornare appena fatti un po' di soldi con il basket.
    Persona splendida Carletto, sia sul campo da basket che in campagna; ti ospita nel suo casolare vicino al Chianti, cucina prelibata, piatti imparati nelle Hawaii a base di ananas, riso e maiale stufato. Roba sopraffina.
    Carlo Ernesto se ne ritorna nell'Oregon alla fine della sua avventura senese nello stesso modo in cui è arrivato: carica sull'auto mobili fatti da lui a mano, anatre selvatiche scolpite con indubbio talento, una paccata di ricordi e qualche ritaglio di giornale. Se ne va la moglie belga di cui non ricordo il nome e la bella cagna pastora dal manto fulvo.
    Se lo vuoi trovare devi andare nell'Oregon (se non si è spostato) e chiedere di lui alla guardia forestale che abitualmente gli fornisce il miglior legno per l'intaglio.




    estratto da "Due o tre cose su quei cinque" di Paolo Maccherini

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