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Siena 14 diembre 2023 - Posted in: Basketsiena.it | Fonte: BkS |  S.Fini
CON BONAMICO I PRIMI GRANDI SOGNI IN BIANCOVERDE

AFFOGASANTI E PALIOACANESTRO
L'accostamento del Palio con la pallacanestro potrebbe sembrare improponibile; per un senese , forse, dissacratorio, per un baskettaro irrilevante e fantasioso. Ma il fatto che la cosa incontri i vostri favori e ci venga nuovamente richiesta  è la provante dimostrazione che l'accostamento "funziona" e che è pertanto tutt'altro che improponibile. E poi, detto fra noi, noi senesi, il Palio e le contrade fanno talmente parte della nostra vita che qualunque cosa, evento, azione di essa finisce con l'essere influenzata e plasmata dal "paliesco essere" indipendentemente dalle nostre scelte o volontà. Palio & Contrade ce li troviamo sempre nel mezzo o ce li mettiamo: così nel 1974 nell'arrivo di Siena, con la Mens Sana, nel modo del grande basket nazionale, ci entrammo presentandoci, inventandoci, una Coppa Affogasanti; un torneo delle Contrade, unico nel suo genere, di gran successo, irripetibile. E quando nel 2020 dei grandi fasti sportivi della Montepaschi Basket era rimasto un monticino di cenere nasce PalioAcanestro; a fine giugno un evento, un modo di raccontare e giocare il basket con i valori della storia, "anche soppressa", negli spazi della Fortezza Medicea.
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BASKET E CONTRADE
La foto che vi proponiamo in cui un gruppo di tifosi mensanini festanti per la vittoria del campionato di basket si trovano a percorrere le antiche e storiche vie della città.
Mescolano i loro colori, biancoverdi, quelli della Mens Sana, bianco verdi e rossi, quelli dello scudetto, con quelli delle bandiere di una contrada, nella circostanza quelle della Civetta , in festa per il tradizionale "giro". Qualunque cosa vissuta in questa città, se sei di questa città, fa "i conti con il Palio".
Per stringere e focalizzare meglio l'argomento "Basket e Contrade" vorremmo fare un salto indietro nel tempo e rivivere, per il piacere di chi l'età glielo permette e consente o, con la macchina del tempo, per chi non ha memoria od età, gli anni dei Tornei di basket delle Contrade, della famosa e storica Coppa Affogasanti . Evento che il tempo ha consacrato unico ed irripetibile per il mondo della pallacanestro e questo solo perché le "magie della città del Palio" hanno potuto rendere possibile l'impossibile. I migliori giocatori di quegli anni lasciavano e rinunciavano a tutto: società di appartenenza, ingaggi favolosi, allenamenti con la nazionale, pur di venire a vivere alcuni, per loro indimenticabili, giorni nella città del Palio e giocare nelle Contrade e per le Contrade; e vi assicuro che magicamente impegno ed energie si moltiplicavano, tutti davano il "top del massimo". Tanto che qualche allenatore (Cesare Rubini) si trovò anche a dire nei riguardi di un suo giocatore:" Se avesse giocato cosi durante l'anno avremmo vinto lo scudetto".
Magicamente rituali e ritmi della manifestazione erano simili a quelli del Palio e della vita di contrada: l'estrazione dei giocatori americani come quella dei "barberi", il rientro in contrada dopo le gare dei vari Meneghin, Masini, Bariviera, Ossola, Brumatti, Brunamonti, delle stelle del basket, era simile a quella del cavallo e del fantino dopo la "prova"; e poi le tradizionali cene e canti in contrada con quei giganti della palla a spicchi stregati dalla storia e dalle magie della città del Palio. Se chiedete a Dino Meneghin cosa ricorda della Coppa Affogasanti di Siena, da lui giocata nell'Onda, vedrete che gli si illuminano gli occhi, gli torna il sorriso, gli sfuggono le preoccupazioni; magie di una città e della sua storia.



ACCOSTAMENTI FRA BASKET E PALIO
(Numeri del PALIO e del basket cittadino MENS SANA)
Noi (contradaioli) sappiamo che il secondo arrivato nel Palio non è "premiato" ma "ripurgato"; e dopo aver visto le facce dei vari Giorgio Armani, del presidente Livio Proli, del Team menager Flavio Portaluppi, dei giocatori (tutti) dell'Olimpia Milano al termine delle partite al Mediolanum Forum negli anni delle loro indimenticabili sconfitte, possiamo sostenere che le verità del Palio sono inconfutabili, nel Palio come nel basket: il secondo è "ripurgato".  Per l'Olimpia Milano poi questo secondo posto è stato una "purga-bis", una successiva all'altra nelle stagioni 2008-09 e 2009-10. Doppio dolore ! Nel Palio cinque sono le contrade che sono arrivare seconde in  due carriere consecutive, due volte nello stesso anno: Giraffa ('45), Oca ('46), Selva ('51), Liocorno ('60) e Pantera ('85). Addirittura quest'ultima nel 1909 arrivò 2 volte seconda nell'arco di 2 giorni, il 16 agosto dietro al Drago e nel Palio a sorprese del giorno successivo vinto dall'Oca.
In tutti questi casi non sono serviti i proclami di vittoria da parte dei Capitani per vincere il Palio dell'anno successivo. Come non sono serviti i proclami, pur facendoli, a "Re"Giorgioe dopo le sconfitte; il Palio insegna che non servono .... anzi spesso hanno un effetto negativo.

Passando ai protagonisti, fantini - giocatori annotiamo subito che David Hawkins ha vinto il suo tanto desiderato campionato dopo essere arrivato secondo,sempre dietro la Mens Sana Siena, sia con Roma che con Milano. Fra i fantini del Palio quelli arrivati più volte alle spalle del vincitore sono stati "Cianchino" e "Ciancone", rispettivamente 11 ed 8 volte. Il Palio insegna che non c'è limite alle sfortune .

Stonerook è il capitano di questa leggendaria Montepaschi. Il Capitano che ha vinto 4 scudetti. Nel Palio i Capitani con quattro vittorie sono stati: Eustachio Calvani -Torre (dal 1829 al 1864), Sabatino Mori - Civetta (dal 1945 al 1979), Umberto Bonelli - Selva (dal 1953 al 1962), Roberto Marini -Selva (dal 1978 al 2003). A Stonerook auguriamo di uguagIiare il capitano di contrada più vittorioso. Tanto, come ha detto il Presidente Minacci, resta a Siena a vita. Qualè ? Emanuele d'Elci Pannochieschi, capitano dell'Oca, sei volte vittorioso dal 1898 al 1919.

Nella Montepaschi dei numeri e dei record, nella Montepaschi che ha stabilito il primato assoluto dei punti fatti (32), battendo con piacere quello precedente della Fortitudo (30) ed i punti di scarto (+21) realizzati in un quarto di play-off (gara-tre a Milano 2010) non possiamo non affiancare il grande Pitheus, cavallino che nel 1991 corse il Palio con il tempo record (preso manualmente) di 1'12"8/10. Meraviglie e magie. Restando nei numeri e fra i numeri non possiamo che meravigliarci per le percentuali record ai liberi che hanno avuto Hawkins nella sua stagione stagione (92,2%) e Mc.Intere nel play-off (90,3%); percentuali records paragonabili a quelle dei grandi cavalli: Urbino De Ozieri (75%- 3 palii vinti su 4) ed Uberta De Mores (45,5%- 5 pali vinti su 11).

Rivediamo nel Re delle stoppate Eze (primo con 52 nel campionato 08-09) quel Deiana , fantino Re delle nerbate e delle "stoppate" (trattenute); e come non rivedere nel magico connubio ( asse play-pivot) Mc.Intere-Eze quello tutto paliesco di Vittorino con Gaudenzia. Fu il destino ha mettere insieme e sulla stessa strada il fantino Giorgio Terni e l'irrequieta giumenta, due spiriti contrapposti e per certi aspetti simili che troveranno forza l'uno nell'altro; affrontarono insieme tante battaglie e vinsero tanti Palii a metà degli anni '50. Quando il destino li separò la parabola dei loro successi cominciò gradatamente a calare. Storie di Palio ma ….. perché no ! anche storie di Basket.

 Giugno 2010 - tratto da Mesesport in occasione del numero speciale per il quinto scudetto della Mens Sana
in foto: Marco Bonamico.

Sul WEB:  MARCO BONAMICO
tratto da www.ciao.it
Genovese, classe '57, ala di 2.01, giocatore davvero importante nella storia cestistica italiana (uno dei pochi ad aver militato a Bologna sia sulla sponda virtussina che su quella Fortitudo), è stato per tutti il "Marine", nomignolo che ben disegna la sua tenacia e combattività in campo, doti che gli hanno permesso di raggiungere mete sportive invidiabili ed una carriera non comunemente lunga (21 stagioni in serie A, dal 1973 al 1994, nelle quali ha giocato in Virtus, Fortitudo, Siena, Olimpia Milano, ancora Virtus, Napoli, ancora Virtus, Forlì ed Udine, per un totale di 7817 punti, più 154 presenze in nazionale).

Arrivò al basket casualmente ed abbastanza tardi: in prima media il professore di applicazioni tecniche fece costruire alla sua classe un tabellone in legno con relativo canestro per giocare in palestra, ma Marco, nonostante la già notevole altezza, non rivelava grande amore per questo sport, preferiva di gran lunga la pallanuoto (che praticava ad ottimo livello come centroboa nella sua Genova e che tornò a praticare a 40 anni suonati a Bologna con gli Over 30 della Nuovo Nuoto). Quando qualche tempo dopo decise invece di dedicarcisi anima e corpo bruciò le tappe con grande facilità: dopo soli 3 anni di attività approdava alla Virtus Bologna. Per la verità esordì in prima squadra per cause di forza maggiore: nel '73 arrivò a Bologna Dan Peterson, ed a quel tempo il futuro "marine" aveva solo 16 anni e giocava nella squadra cadetti-juniores di Ettore Zuccheri. Successe che Milano si riappropriò anzitempo di Vittorio Ferracini, che era in prestito appunto alla Virtus: e le condizioni economiche della società virtussina, a quel tempo tutt'altro che floride, imposero di non sostituirlo con un nome ugualmente altisonante ma con un ragazzino delle giovanili, che doveva quindi in teoria farsi esclusivamente una bella esperienza di allenamenti e di panchina in serie A con la prima squadra. Fu scelto appunto Bonamico, come detto di soli 16 anni, con, al tempo, una tecnica di tiro personalissima e sinceramente inguardabile, con il gomito a 90 gradi dalla giusta posizione.

Peterson gli raddrizzò il tiro, e nella stagione successiva ('74/'75, a soli 17 anni) Bonamico si meritò il quintetto base, anche se, racconta Dan, non in modo assolutamente cristallino: intraprese infatti una vera guerra in allenamento con il diretto avversario per il posto in quintetto, vale a dire il ben più quotato Loris Benelli che a quel tempo era in Nazionale. Vinse il "marine", anche se l'esordio nello "starting five" fu tutt'altro che entusiasmante: ad Udine Marco si esibì infatti con 0/3 al tiro, 0/2 nei liberi, e 3 falli commessi (uno dei quali tecnico), ed il tutto in soli 7 minuti. Peggio era impossibile. Peterson però a sorpresa non gli tolse la fiducia, pungendolo anzi nel vivo dichiarando alla stampa: "Se Bonamico crede che lo tornerò a retrocedere tra i secondi 5 si sbaglia, sarebbe troppo comodo per lui. Dovrà tornare in quintetto e fare inevitabilmente altre brutte figure". Non ci poteva essere modo migliore per caricare il "Marine": la stagione, e la sua carriera, fu così in splendida ascesa, con 2 scudetti ('75 e '84) più l'oro europeo di Nantes e l'argento olimpico di Mosca, 686 match di serie A e 154 di Nazionale in 21 anni.

L'invidiabile carica di questo atleta, nato a Genova nel 1957, ha determinato parecchi aneddoti: nella stagione '76/'77, ad esempio, durante un incontro in maglia Alco Fortitudo Bologna contro Cantù, si ruppe un polso contro un cartellone pubblicitario, rimanendo però in campo tranquillo e sereno fino alla fine della partita. Purtroppo, suo malgrado, il nome di Bonamico (che spesso era simpaticamente storpiato nell'americano "Goodfriend") è per i tifosi virtussini indissolubilmente legato anche alla celebre finale di Coppa dei Campioni di Strasburgo contro il Maccabi Tel Aviv, nel quale la squadra bolognese venne defraudata della vittoria per uno sfondamento quanto meno dubbio sanzionato proprio a Marco nei secondi finali. Invece nella storia della pallacanestro italiana il suo nome rappresenta la cecità dei vertici cestistici italiani: quand'era giovane Marco manifestò, d'accordo con la Virtus, l'intenzione di andare a giocare in un'Università americana per crescere tecnicamente, ciò che in pratica le altre federazioni europee già allora concedevano ed anzi consigliavano ai propri tesserati. Ebbene, la F.I.P. non rilasciò il necessario nullaosta, aggiungendo inoltre che se Bonamico si fosse ugualmente recato negli States (in effetti poteva farlo) al ritorno nello Stivale sarebbe stato considerato uno straniero a tutti gli effetti. Non c'è che dire, un vero e fulgido esempio di lungimiranza... Quest'ala genovese (probabilmente il miglior cestista ligure di tutti i tempi) ha negli anni virtussini (e non solo in quelli) avuto qualche piccolo screzio con Renato Villalta, che gli "scippò" il n. 10 delle maglie bianconere e col quale ebbe anche un acceso diverbio nell'occasione del ritorno a Bologna in maglia milanese in un "Trofeo Battilani": allora vennero entrambi espulsi, ora sono invece amiconi. Anche Bonamico ha sempre posseduto qualche "cabala": per esempio in fase di riscaldamento lo si notava spesso mentre... baciava il primo pallone col quale effettuava la "ruota" prepartita. Ritiratosi a 38 anni fu subito nominato "commissioner" della Giba, il sindacato dei giocatori di basket, divenendone poi dopo qualche tempo anche presidente, pur mantenendo le sue numerose altre attività con cui riempiva già negli ultimi anni di attività agonistica il tempo libero: ha una famosa palestra (il "Lodi Club", a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna) ed ha anche impiantato un'attività per la produzione di plantari sportivi e non.
sotto: foto di Augusto Mattioli
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