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Il caso Darren Daye

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SIENA -  dicembre 2019
FONTE :
Basketsiena | Stefano Fini
FOTO:
Darren Daye

 
 
 

Nel giro di ventiquattro ore, tra martedì 21 settembre 1993 e mercoledì 22, l'annuncio da parte della Mens Sana della partenza di Daye per i Los Angeles Clippers e l'ingaggio di Rafael Addison.  E poi il nuovo colpo di scena, la notte fra venerdì 24 settembre e sabato 25: mossa falsa, come si direbbe in gergo paliesco, Daye ci ripensa e resta a Siena.
Questo è quanto scriveva il 5 ottobre del 1993 in un suo articolo dall'intrigante titolo "Night ... and Daye"  Marco Naldini.
Non ci sono dubbi ... ci è stato un "caso Daye" ad inizio di quella stagione che poi con stile che definiremmo "minucciano" venne subito insabbiato e nascosto per quanto possibile. Difficile comunque nasconderlo completamente a livello mediatico: Darren Daye non è stato un personaggio di poco conto nel Bel Paese, è stato per anni il numero 1 del basket italiano. Pesaro ha vinto campionato ed è salita ai vertici europei proprio quando il cerbiatto di Des Moines indossava la maglia biancorossa. Un grande ! Siena e Pesaro, due provincie del basket che si sono divise negli anni grandi campioni: Daye, Hackett, Ford.

 
 

Daye, Ford, Hachet con la maglia di Pesaro

I retroscena di quella vicenda non furono ben chiariti ma la sola notizia ebbe risonanza nell'ambiente anche se poco trattata nel contesto senese. Ricordiamo quello che scrisse sul "caso Daye" Claudio Limardi, non una firma qualunque: "Il caso Daye è una sconfitta per Siena e per il basket italiano. Una brutta storia. Daye, dopo cinque anni in Italia, era pronto nel giro di 24 ore a lasciare un club che gli stava versando sul conto corrente fior di milioni; la Mens Sana ha dimostrato di non essere stata impeccabile nella gestione di un fuoriclasse bizzarro come Darren, ma con una velocità persino sospetta aveva anche firmato il sostituto ....". I giornali locali si limitarono a pubblicare la lettera che Darren Daye scrisse dopo il ripensamento e che noi riproponiamo anche con l'immagine originale dell lettera.  

 
 

La lettera - Trapani 25-9-93

"Ho vissuto molti problemi in questi giorni. So di avere creato problemi alla Società, alla squadra e all'allenatore. Ho pensato alla mia famiglia e alla mia carriera. Ho molto parlato con la mia squadra, con il mio agente (Legarie) e con mia moglie. Dopo cinque anni che sono in Italia è molto difficile per me andare via. Siena è una città meravigliosa e i suoi fans meravigliosi. Presidente Ciupi, Minucci e Pancotto sono molto vicini a me. Abbiamo a lungo parlato. Ho voglia di rimanere. Addison è un gran giocatore, anche Daye è un gran giocatore. Siena ha ottimi giocatori ed un gran coach. I Clippers sono lontani, Siena è molto vicina. Ho deciso troppo veloce, vorrei che nulla fosse successo. Spero che mi comprenderete. Desidero onorare mio contratto. Vorrei vincere molto con Siena."
Il dietrofront di Darren Daye era arrivato tramite il suo agente Warren Legarie alla vigilia della partita di Trapani. Cosa era accaduto? Prima e dopo. Perchè Daye aveva deciso di andarsene? Che cosa gli ha fatto poi cambiare idea?

Loggia del Palazzo comunale: Darren Daye con Bianchini, Lasi, Visigalli - Darren con la moglie Tamara Daye

Daye era arrivato a Siena la mattina del Palio del 2 luglio dell'anno precedente (1992); una mossa dal duplice effetto. La sua presenza aveva calamitato l'attenzione della gente di Siena in piazza del Campo per la Provaccia: sui palchi autografi, alla Loggia foto, poi al Palazzo Comunale l'incontro con il sindaco Pierluigi Piccini. Consegna dell'abbonamento n°1 al primo cittadino che molto, in quel periodo, aveva fatto per il basket biancoverde. L'arrivo del "cerbiatto" di Des Moines aveva fatto notizia anche in pieno clima paliesco e contemporaneamente l'atmosfera unica che vive la città in quei giorni di Palio aveva fatto colpo su Darren e sulla sua Tamy, la bella dama bionda moglie del giocatore. Tutto perfetto, filling innescato.
Sul fronte economico l'operazione Daye era stata una grande intuizione Rossi-Ciupi-Minucci, ed anche un sacrificio economico da un milione di dollari all'anno per due stagioni indirizzato su un giocatore solo. Mai spesi tanti soldi a Siena per un giocatore di pallacanestro fino a quel giorno. Lo sponsor Ticino dette un contributo importante nei due anni nonostante l'anno successivo ci fosse stato il cambiamento di sponsor sulla maglia, Olitalia.
Quindi .... buon rapporto con la piazza, amore reciproco, appagamento economico super. Allora cosa era accaduto per far decidere a Darren Daye di lasciare tutto e andar via?

 
 

Darren Daye in Mens Sana nell'anno della vittoria del campionato di A2 1993

CLIPPERS: Senz'altro il motivo scatenante è stata la chiamata, l'interessamento dei Clippers. Questo ha fatto emergere tante reali cose, tante cosette che non andavano e che covavano sotto come la brace sotto la cenere. Ma anche dietro o sotto l'interessamento quali reali numeri e quali persone c'erano? Dopo il suo diretto interessamento Daye scopre una realtà diversa.
BIANCHINI: In quella seconda stagione senese Daye si era trovato privato di un punto di riferimento importante della sua idea di gioco. Coach Valerio Bianchini era stato sostituito da un altro ottimo coach come Pancotto ma per il "cerbiatto" non era il "Vate". Bianchini lo aveva portato in Italia nella primavera del 1988. Prima Daye era solo la riserva di Larry Bird ai Boston Celtics. Non poco ma niente rispetto a quanto avrebbe poi fatto nello stivale, a cominciare dallo scudetto conquistato da lì a due mesi con la Scavolini Pesaro, il primo nella storia della società. Fu Bianchini ad avere quella straordinaria intuizione, così come anni addietro l'aveva avuta con Larry Wright a Roma, e di questa Daye ne aveva tratto notevoli benefici. Ora non c'era più. Ed era stato proprio Bianchini a convincerlo di venire a Siena. Lui aveva creduti per primo in quella società ed ora veniva mandato via.
TAMARA DAYE (TAMY): anche la sua signora ha avuto un ruolo importane nella vicenda. Bella donna ma non facile. Già a Pesaro aveva creato non pochi problemi nei rapporti con la tifoseria e la città. A Pesaro la signora Daye prima smise di andare a vedere le partite e poi lascio la città. Motivo scatenante una dichiarazione rilasciata da lei in un post-gara: "Durante la partita ogni volta che Oscar toccava la palla gli ultras gli gridavano che sua moglie era a casa ad aprire le gambe. Alla fine al capo dei tifosi ho chiesto spiegazioni e lui mi rispose che l'importante era farlo innervosire perchè sbagliasse. Poi le voci di contestazione di alcuni nei riguardi di Darren mi hanno fatto piangere ... a seguito di queso ed altro non sono più venuta al Palasport di Pesaro.
"
A Siena della bella dama bionda di Daye non si è mai parlato ma dopo le grandi dichiarazioni d'amore da parte di lei per la città e la squdra quando arrivammo a febbraio della prima stagione la signora Daye cessò di venire anche al Palasport della Mens Sana e poco dopo partì facendo ritorno in America. Certo che Siena era una città molto diversa (su tutti gli aspetti) da Boston. Quello che offrivano ed offrono le grandi metropoli americane nessuno degli Usa sbarcati in questo lembo della penisola poteva ritrovarlo. E' evidente anche se molti senesi questa verità sembrano non capirla o accettarla.
MINUCCI: il general menager di quel periodo non aveva ancora preso possesso di tutto come poi avverrà praticamente in seguito, c'erano Rossi e Ciupi. Ma il suo modo di agire, di comportarsi, di pensare già lasciava il segno. A Daye non piacque il cambiamento di comportamento, in pochi mesi, in poco tempo, da parte del g.m. nei riguardi di Bianchini ed in parte anche nei suoi. Bianchini osannato, corteggiato, lodato, amato e poco dopo scartato. A Darren non piacque. Come non piaque il venire a sapere tramite il suo agente Warren Legarie che la Mens Sana si era interessata per Rafael Addison sembra prima dei suoi contatti con i Clippers. E l'immediata nota della società appena Daye   aveva espresso dubbi e volontà era la conferma di un rapporto ben definito fra Mens Sana e Addison. Quest'ultumo era un buon giocatore, una ala piccola di 2 mt. con una parentesi italiana a Livorno e tanti anni nella Nba (Phoenix, Nets, Pistons, Charlotte), un giocatore che sarebbe arrivato in Mens Sana alla soglia dei trenta anni.
POLISPORTIVA MENS SANA: anche questa era stata un' altra nota negativa per Darren Daye. Veniva da Pesaro, una città dove tutti remavano nella stessa direzione, tutti portavano il loro contributo alla causa comune che era far grande la VL Pesaro. Gli sembrò molto strano che la Mens Sana, della quale portava il nome, che veniva incitata dai suoi tifosi con tanta partecipazione ed amore prendesse 350 milioni di affitto annuo. Clima mai tranquillo; più volte si ipotizzarono uscite clamorose di scena scongiurate dai sindaci che si alternarono, Mazzoni-Piccini. Insomma anche tutto questo complicato modo di esistere fu una mezza delusione per il cerbiatto di Des Moines.

Questi i motivi principali e dichiarati nel tempo della sua scelta di lasciare Siena .... ma quali quelli del suo ripensamento?
Diciamo che tutto sarebbe stato archiviato con reciproca soddisfazione se Daye non avesse scoperto all'improvviso che i termini dell'accordo con i Clippers non erano quelli immaginati e se, di fronte alla voce che lo voleva destinato a Miami, non si fosse reso conto che nella Nba nessuno lo aspettava realmente a braccia aperte e davanti gli si prospettava un destino da journeyman, da pacco postale.
Se poi aggiungiamo, cosa non di poco conto, che il suo agente  Warren Legarie era lo stesso che curava gli interessi di Rafael Addison, quello che avrebbe dovuto sostituirlo alla Mens Sana; e che lo stesso Mr. Legarie mostrava di avere una crescente simpatia ed amicizia nei riguardi del g.m. Minucci con il quale aveva anche logicamente interessi professionali, non possiamo non constatare che la totale fiducia di Darren avrebbe dovuto avere, per lo meno, un ridimenzionamento. Solo per il fatto che questo non avere cura dei suoi soli interessi; Warren Legarie avrà pur dovuto curare anche gli interessi degli altri in questa stessa storia !
Tutto questo ci porta a concludere nel dire che questa .... E' STATA PROPRIO UNA GRAN BRUTTA STORIA.  

 
 
 
 

                                          

 
 
 
 
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