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NICO MANNION: DA SIENA ALLA NBA
Siena 19 novembre 2020
FONTE : Basketsiena.it | Stefano Fini

Nico Mannion è un classe 2001, e per noi di Basketsiena.it è un piacere aggiungere alla news anche gli altri dati anagrafici: Niccolò Mannion  nato in Italia a Siena. Come è un grande piacere sentir fare il nome di Siena sul palcoscenico del basket più importante del mondo .... e sentirlo in questo periodo è doppiamente bello anche se "i prestigiatori" della pallacanestro italiana cercheranno di far sparire come sempre il nome di Siena ....
Oggi Nico Mannion vive in Arizona e proprio in queste ore ha coronato il sogno della sua vita, diventare un giocatore NBA. Scelto nel Draft 2020 poche ore fa (nella notte dei sogni americana) dai Golden State Warriors. Pertanto il giocatore italiano farà parte del roster di coach Steve Kerr.
Il grande salto sembrava fatto da tempo; il giovane aveva chiuso la sua stagione NCAA con la maglia di Arizona con 14.0 punti di media a partita, 2.5 rimbalzi e 5.3 assist ed il 39.2% dall'arco. Dotato di grande atletismo, Mannion è considerato una delle migliori point guard nel Draft 2020.
"Sembrava fatta" perchè negli ultimi atti, ore, abbiamo assistito ad un significativo calo nella posizione - draft [APRI]. Dalla top-ten (i migliori dieci) è poi stato selezionato al secondo giro con il “pick” numero 48: pertanto non ha per il momento un contratto garantito (riservato solo ai giocatori scelti al primo giro), ma il nuovo infortunio di Klay Thompson [APRI] dovrebbe consentirgli di ritagliarsi un posto nel roster degli Warriors per la stagione 2020-2021.
Niccolò “Nico” Mannion, già soprannominato “Red Mamba” , è figlio dell’ex pallavolista italiana Gaia Bianchi e del grande Pace, giocatore americano, con 216 partite in Nba fra Golden State, Utah, New Jersey, Milwaukee, Detroit, Atlanta; poi altre 314 partite in Italia quando vi arriva a fine anno '80. Ingaggiato dalla Pallacanestro Cantù nell’estate dell'89 al centro di una operazione di mercato che fu una vera rivoluzione: il presidente Aldo Allievi aveva deciso di cedere Antonello Riva, l’idolo di casa, all’odiata Olimpia Milano. Logicamente tuoni e saette in Brianza anche se eravamo in piena estate. Coach Recalcati decise di prendere Pace Mannion altra guardia tiratrice come Riva. La mossa di prendere un americano in effetti fu geniale perché Pace Mannion non sapeva nemmeno chi era stato Antonello Riva e non sentiva la responsabilità nel sostituirlo. Poi Pace ci mse del suo e quando incontrò Riva in campionato e gli rifilò 42 punti. Successivamente crollarono anche gli ultimi "Antonelliani" quando Pace mise la firma nella memorabile vittoria della coppa Korac contro il Real Madrid entrando nella leggenda.

Ed oggi quando l'Italia del basket si è accorta di Mannion Junior, l'italiano nato a Siena, e lo chiama nella nazionale Under 16 di Antonio Bocchini, lui (come il padre nella sfida vs Riva) fa 42 punti in 28 minuti nel match vinto 86-57 contro la Russia. Tale padre tale figlio.
Nico Mannion lo abbiamo visto abbastanza recentemente anche in prima squadra nell'amichevole contro l'Olanda. Di quella partita ricordiamo un canestro dai cinque metri con l’uomo addosso. Nico, anche in Italia, ha calamitato l'attenzione di molti: ha mostrato le qualità da playmaker realizzatore (e con un’esplosività insospettabile). L'Italia ha bisogno di lui. Lo ha capito anche Romeo Sacchetti che, nel deserto azzurro disperso in terra fiamminga, preferì elargire minuti ad un talento fulgido, in grado di attaccare sempre il canestro dal palleggio, animato dal “sacro fuoco” offensivo del papà Pace.
All'indomani di quella partita in nazionale Massimo Oriani, per la Gazzetta dello Sport,  lo intervistò, ed ecco alcuni passaggi: "Italia e Nazionale. Gli Usa mi volevano per l'Under 17 quest'estate, ma l'Italia mi ha offerto la nazionale maggiore. Qui sto imparando tante cose che mi aiuteranno a raggiungere il traguardo che mi sono prefissato. Oltretutto mamma è italiana, io sono nato a Siena, è un grande onore poter vestire l'azzurro".

Niccolò e Siena. Il ragazzo sotto la Torre c'è stato poco, qualche mese poi l'ultimo atto di papà Pace a Cefalù prima del ritorno in America. Pace e Gaia arrivarono a Siena nel gennaio del 2001, nel marzo nacque Nico. Papà Pace Mannion arrivò con il suo nuovo e fiammante passaporto da italiano in tasca venne per giocare alla Virtus Siena. In quelle stagioni la Virtus giocava al Palasport della Mens Sana come vediamo dalla foto nella quale Pace Mannion lo vediamo con il numero 12
Papà Pace h raccontato e ricordato più volte quegli anni e soprattutto la nascita di Niccolò a Siena:
“Nell'ultima stagione ero a Roseto, era una buona squadra e conobbi delle belle persone ma col cambio di proprietà le cose peggiorarono ed a metà stagione andai alla Virtus Siena nella bella cittadina toscana". Pace si presenta a Siena con la moglie incinta ed il parto è molto problematico “Non sapevamo se Niccolò  sarebbe sopravvissuto, ma i medici dell’ospedale di Siena furono straordinari e gli salvarono la vita, essere a Siena fu una benedizione…”
Queste ultime parole di Pace ci fanno ben capire il motivo per cui il giovane Niccolò come i genitori, Pace e Gaia, abbiano una considerazione di Siena e delle sue persone molto forte e sempre viva.   

FOTO:   Nicolò Ninnion nella Pinnacle High School nella West Coast Elitee
           con la maglia della Naz/le italiana.

ZOOM INFORMATIVO: da SienaNews del 29 maggio

Top scorer al recente Nike Hoop Summit di Portland, giocatore dell’anno dello stato dell’Arizona a livello di High School, quarto più giovane esordiente nella storia della Nazionale Italiana di basket. Questo e molto altro è Nico Mannion , la nuova speranza della pallacanestro azzurra. Destinato alla Nba, Nico ha giocato con la maglia degli Arizona Wildcats, una delle più prestigiose università degli Stati Uniti.

Ad aprile scorso si è giocato il tradizionale Nike Hoop Summit di Portland, una delle più importanti vetrine per i giocatori delle high school per mostrarsi agli scout e iniziare a mettere le basi per il proprio futuro nella Lega. E nell’edizione 2019 del torneo che in passato ha visto protagonisti stelle come Nowitzki e Durant c’è stato un assoluto dominatore: Nico Mannion. Schierato con la squadra del Resto del Mondo, il senese ha lasciato a bocca aperta ex giocatori e osservatori delle franchigie Nba realizzando 30 punti con 8/14 al tiro (con tre bombe realizzate su sette tentativi) e 11/14 ai tiri liberi. Una prestazione scintillante che ha confermato l’idea che il miglior playmaker in uscita dal liceo sia proprio il ragazzo nato in Toscana a Siena.

Quella dell’Hoop Summit è stata solo la ciliegina sulla torta di un’annata indimenticabile. Nico si era infatti presentato in Oregon forte del titolo statale a livello di High School, con in tasca il premio di miglior giocatore dell’Arizona e con uno score stagionale che recita: 30.4 punti, 6.2 rimbalzi e 6.2 assist a partita.

Numeri impressionanti che l’avevano catapultato direttamente in cima alla lista dei prospetti Nba per il 2020. Nel mock draft Jonathan Givony, esperto di DraftExpress ed ESPN, inserì Mannion alla sesta posizione assoluta, in prospettiva secondo play in ordine di preferenza dietro al francese Theo Maledon. Molto probabile che in quell’Nba che quest’anno vede Golden State a caccia del terzo anello consecutivo Nico ci entrerà dalla porta principale e con grandi aspettative sin dalla stagione 2020/2021, diventando il quarto italiano nella storia a calcare i parquet più prestigiosi del mondo.

Prima della carriera professionistica, però, Mannion avrà un altro impegno: quello di guidare gli Arizona Wildcats alla caccia del titolo Ncaa. La lista dei college che si sono presentati alla sua porta era lunghissima e comprendeva nomi come Duke e Kentucky. Il ragazzo di Siena ha però scelto la squadra allenata da Sean Miller e che in passato ha formato playmaker Nba come Mike Bibby e Gilbert Arenas per la possibilità di avere sin dalle prime uscite la squadra in mano. Mannion sarà infatti il regista titolare di un quintetto che avrà come altre stelle Josh Green e Zeke Nnaji e destinato a fare molta strada a livello universitario.

Intanto il playmaker si è tolto anche un’altra grandissima soddisfazione: nell’estate dello scorso anno è stato convocato per la prima volta dalla Nazionale Italiana di Meo Sacchetti, bagnando l’esordio nel match di qualificazione ai mondiali perso con l’Olanda con 9 punti, e rimbalzi e un recupero in 30 minuti sul parquet. Molto probabile che ci sia un posto anche per lui nei 12 che dal prossimo 31 agosto al 15 settembre difenderanno la maglia azzurra ai Campionati del Mondo cinesi.

D’altronde un ragazzo con le sue doti tecniche e atletiche manca alla squadra italiana. Alto 190 cm e dal fisico estremamente reattivo, Mannion ha già oggi una grande esplosività a livello di arti inferiori e una velocità innata che gli permette di battere quasi sempre l’avversario diretto in palleggio.

Attaccante temibile sia con la palla in mano che sugli scarichi, il toscano stupisce soprattutto per completezza tecnica. È infatti in grado di palleggiare bene con entrambe le mani ed è dotato di un primo passo fulminante, doti che unisce alla notevole tecnica di tiro, efficace sia quando parte dal palleggio che da fermo. Ma quello che più resta negli occhi è il vasto arsenale di armi offensive a disposizione. Nico è un realizzatore naturale e può far male sia giocando il pick and roll che in penetrazione e la sua combinazione di mobilità e intelligenza cestistica lo rende estremamente pericoloso anche nei panni della guardia tiratrice.

Forse l’aspetto che intriga di più di Nico, anche in prospettiva Nba, è la capacità di mettere in ritmo i compagni. Nonostante sia uno scorer, ha mostrato in questi anni una innata predisposizione a passare la palla in tutti i modi, sia dal palleggio che da fermo, a difesa schierata o in transizione e sugli scarichi.

Per presentarsi preparati al “piano di sopra” e al confronto con gli atleti professionisti, Mannion dovrà lavorare moltissimo sulla difesa, al momento l’aspetto meno sviluppato del suo repertorio. Difensore sufficiente sull’uomo, si trova meglio come ruba palloni e nell’intervenire sulle linee di passaggio ma dovrà rinforzarsi, soprattutto nella parte superiore del corpo, per reggere i contatti contro avversari più alti e più forti fisicamente. Molto probabile che Nico non diventi mai un candidato al premio di difensore dell’anno, ma se inserito nel giusto sistema potrebbe rivelarsi molto efficace anche nella propria metà campo.

Quello che nessuno, però, potrà insegnargli è la leadership, già oggi a livelli altissimi. In queste stagioni il “Red Mamba” non ha mai esitato di fronte a un tiro difficile e a prendersi le responsabilità per sé stesso e per i compagni. Il pallone nelle occasioni decisive e nei finali tirati è sempre stato nelle sue mani e il suo elevato QI cestistico gli ha fatto prendere spesso la decisione giusta. Nico gioca, a 18 anni appena compiuti, con la maturità di un veterano e con la lucidità che solo i più grandi playmaker hanno. La speranza è che possa metterle a servizio anche della maglia azzurra e che in un futuro non troppo lontano possa diventare il secondo italiano a vincere un titolo Nba dopo Marco Belinelli.
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