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SIENA 22 gennaio 2019
FONTE : Basketsiena.it | Redazione
FOTO: Corva nord nel 2014


Forse questo è uno dei peggiori momenti post-fallimento della Mens Sana causato dalla presunzione scellerata di chi la dirigeva all'epoca.
I numeri tornano ad essere preoccupanti non certo nelle dimensioni di quelli passati quanto nella difficoltà (speriamo non nella volontà) di poterli sistemare. In questi anni diversi sono stati i periodi critici, uno dei più recenti nel fine giungno inizio luglio; periodo in cui la famiglia Macchi, da socio di maggioranza, fece fronte da sola agli impegni economici impellenti del momento a seguito di un fuggi fuggi generale degli altri soci.

I problemi attuali nascono da diversi fattori che si sono originati in tempi diversi e poi maturati nelle conseguenze col tempo.
Più volte abbiamo parlato di un Consorzio degli imprenditori locali mai decollato per mancanza di progettazione, d'impegno reale, di una certa consistenza sia economica che opertativa. Un Consorzio che ebbe forse un paladino tanto sbagliato quanto condizionante. Un Consorzio degli imprenditori, visto come è finito (nel nulla) ed iniziato in modo ancor più nebuloso nei tempi e soprattutto con un passaggio di quote fra Associazione e Consorzio mai dimostrato e fonte di prime incomprensioni anche all'interno dei membri dell'Assaciazione e mai chiarito da quelli successivi. Un Consorzio che forse sarebbe stato meglio non ci fosse nemmeno stato sin dall'inizio per come ha drogato nel tempo la situazione finanziaria della Mens Sana basket: tanti soldi promessi (ed anche sottoscritti) poi mancati per incapacità di metterli insieme.

Più volte abbiamo anche parlato di una Associazione di tifosi che seppe salvare da un secondo fallimento e rigenerare la Mens Sana basket. Oggi di quei "folli" ragionatori promotori che seppero abbinare alla fede mensanina anche altro ne sono rimasti pochi o nessuno. Fu una iniziativa che travalicò il tipico immobilismo senese e che non si limitò alla raccolta fondi; tante le iniziative che testimoniarono una operatività che seppe anche dare altre risorse economiche.
Quella Associazione oggi non c'è più, ha sofferto della necessità di "raccattar denaro" per mantenere le quote di partecipazione nella società, e nel non saper prendere posizione nelle problematiche interne alla società più per valutazioni ed analisi sulle persone che sulle problematiche stesse e sull'apporto che a queste poteva portare l'Assosiaione in quanto tale.

E come non parlare della famiglia Macchi, oggi possiamo dire socio quasi unico della Mens Sana basket. Dal loro arrivo di tempo ne è passato e la cosa che oggi fa principalmente preoccupare è che il tempo non ha giocato a loro favore. Comprensibile lo scetticismo iniziale, tipico senese, che li ha accolti ma più preoccupante è quello attuale. Scetticismo che nel tempo ha giocato ad elastico con momenti in cui diminuiva e momenti in cui riaumentava.
Il desiderio da parte dei Macchi di voler rassicurare l'ambiente è apprezzabile ma diventa tutto incomprensibile e non credibile quando i problemi economici vecchi e nuovi non trovano, o trovano con difficoltà, soluzioni. Il non avere soldi (nel caso quelli necessari, poi non molti) non è una colpa .... è una colpa portarli via (cosa vissuta) ma in questa città e da certe casse di risonanza mediatiche anche nazionali tutto è stato ripetutamente evidenziato ed esasperato, anticipato e portato agli estremi. Non essere riusciti a fermare o limitare questo magma e trovare degli aiuti
sia a livello comunicativo che risolutivo (fatta eccezione crediamo di Terrecablate)  è stato un limite della gestione Macchi. Senza di loro (i Macchi) la Mens Sana non ci sarebbe più ma con loro questa Mens Sana non cresce e non esce definitivamente dai problemi. Attenzione perchè dare la colpa alla famiglia Macchi torna comodo a tutti coloro che potrebbero e dovrebbero essere partecipi. Sia chiaro .... di aiuti importanti al momento non se ne sono visti e nessuno va ha chiedere a questi cosa stanno facendo di concreto per la Mens Sana basket.  Questi al momento sono assenti, ma non giustificati come vorrebbero, ma ingiustificati.

IL MOMENTO E' CRITICO anche perchè la squadra mostra in campo problemi impensati e se il parquet non da risposte controtendenza rispetto alle ultime 7 gare il quadro generale diventa complicatissimo. La partenza di Poletti peggiora enormemente il tutto. Lo spogliatoio sembra risentire le problematiche interne alla società e quindi sembrerebbe necessario trovare al suo interno quelle forze trainanti positive (vedi Ranuzzi nella crisi passata).
MOMENTO DOPPIAMENTE CRITICO perchè non vediamo all'orizzonte forze ed energie, entusiasmo e volontà per superare in modo indolore questi mesi.

                                          

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