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Valentini - De Mossi e la Mens Sana

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SIENA 22 giugno  2018
FONTE :
Basketsiena.it | Redazione
FOTO:
Valentini - De Mossi

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Siamo alle ultime ore del ballottaggio elettorale Valentini-De Mossi per la candidatura a sindaco di Siena.  
Basketsiena.it ha raccolto e proposto ai due candidati 4 domande (le più ripetute da parte della tifoseria) inerenti solo ed esclusivamente la posizione del futuro sindaco nei riguardi della Mens Sana basket. Futuro che tanto sta a cuore a quei tifosi che molto hanno fatto per salvarla e che non vorrebbero veder perduto il loro sforzo partecipativo.
A questi ci associamo logicamente anche noi di Basketsiena.it. Il nostro ruolo nella raccolta fondi è stato importante nei numeri e nell'impegno.

SOTTO LE 4  DOMANDE CON A SINISTRA LE RISPOSTE DEL CANDIDATO SINDACO LUIGI DE MOSSI
ED A DESTRA QUELLE DEL CANDIDATO SINDACO BRUNO VALENTINI

    1) La Mens Sana basket è stata salvata dalla cittadinanza. C'è stata latitanza delle istituzioni?

I tifosi hanno contribuito sia finanziariamente che come spinta al salvataggio nella prima fase. Poi nello sport moderno, qualunque esso sia, non è possibile che i tifosi da soli siano in grado di sostenere economicamente la società. Sono stati fatti tantissimi errori sulla Mens Sana, di ogni tipo. Grave che sia stato creato un secondo buco finanziario che ha rischiato di far fallire per la seconda volta la società. Le istituzioni possono fare qualcosa per favorire o non ostacolare l'arrivo di investitori ma poi devono rimanere fuori dalla governance. Il sindaco ha fatto poco e male il suo dovere.

L'esperienza senese di sostegno diretto dei tifosi al progetto Mens Sana basket è straordinaria e fra le più avanzate d'Italia. Ciò è stato essenziale per stimolare imprenditori e grandi sponsor ad investire in questo progetto. Io stesso, a titolo personale, ho contribuito. Il Comune si è mosso per favorire gli investimenti privati nello sport e ciò è avvenuto per tutte le attività sportive della nostra città, ovviamente a partire dalle società impegnate a livello più alto. Naturalmente il Comune non può mettere soldi propri, può invece creare le condizioni affinché queste risorse arrivino a Siena più facilmente. Ci siamo lasciati alle spalle il tempo in cui il Comune influiva su Fondazione o Banca e bisogna lavorare per un nuovo modello di finanziamento, cercando imprese e persone che credano nello sport senese. L'invadenza della politica nello sport ha prodotto grandi disastri, non solo a Siena, ma sosteniamo e rispettiamo lo sport e siamo a fianco dei tifosi e della società.

    2) Siete disposti a sostenere la rinascita della Mens Sana basket nel futuro?

Ovvio che sosteniamo la Mens Sana . Dovrei dire di no? Ma il Comune ha dei paletti come ho detto sopra. La commistione di politica e sport crea mostri . Lo sport è stato panem e circenses a Siena e nelle aule dei tribunali se ne parla ancora. Quel modello di sostegno è fallito. La politica deve essere a disposizione per bisogni tecnici delle società sportive ma lontanissima dalla gestione diretta.

La pallacanestro senese è un grande movimento, che deve trovare nuove forme di collaborazione ed anche di specializzazione. La Mens Sana ne rappresenta l'eccellenza e occorre lavorare per stabilizzare la compagine azionarie e la dotazione finanziaria, con programmi ambiziosi ma sempre coerenti con i budget effettivamente disponibili.

     3) Avete la possibilità di contribuire all'avvicinamento di potenziali sponsor?

Il sindaco non può trovare gli sponsor ma può far capire che chi investe a Siena è benvenuto. Prima con la politica Pd venivano tenuti lontano gli investitori. I soldi della banca Mps bastavano ed erano tanti e controllabili. Questo è stato l'errore più grave. Chi vuole investire a Siena deve sapere che troverà l'ufficio del sindaco aperto.

Questo possiamo ma soprattutto dobbiamo farlo per tutti. Noi ci impegniamo a cercare di dare una mano a tutti i settori sportivi della città: dal rugby al basket, dal calcio alla pallavolo, per fare in modo che Siena sia una piazza dove imprese e sponsor possano fare il loro mestiere, che è quello di credere nello sport.

    4) Il Palasport di viale Achille Sclavo ha bisogno di interventi; c'è la possibilità di contributi pubblici?

Il palazzo è proprietà privata anche se atipica come la polisportiva. Mens sana, Emma Villas, le giovanili e gli altri eventi hanno bisogno di un palazzo all'altezza. Facendo un paragone che è ovviamente una forzatura ma che rende l'idea, sia nel calcio che nell'Nba e tutti gli sport ad alto livello c'è un palazzo di alto livello in grado di produrre utili per la società di appartenenza. Credo poco al soccorso pubblico anche se non è da escludere. Credo piuttosto che dobbiamo metterci ad un tavolo con la polisportiva e con i rappresentati delle squadre di basket e volley e capire quali sono i singoli bisogni e verificare se l'attuale struttura può essere adeguata e con quali costi. Il Comune può essere utile per i vincoli urbanistici ed insieme capire se l'area può essere valorizzata salvaguardando anche l'ambiente. Poi è chiaro che dovranno essere i privati a ricoprire un ruolo centrale nei lavori. L'Amministrazione comunale non deve tirarsi indietro quando si parla dello sviluppo di un'area. L'attuale palazzo ha oltre 30 anni ed è ovvio che con il tempo i problemi emergeranno sempre di più. È altrettanto ovvio che la polisportiva non può essere lasciata sola. I suoi bilanci non consentono voli pindarici e pagano ancora il conto salatissimo dei danni portati alle sue casse dalla vecchia Mens Sana basket ed il suo fallimento.

Come la Polisportiva Mens Sana sa bene, anche in questo caso la risposta è esplicita. Abbiamo già fatto un intervento importante allorché la Polisportiva ha potuto mettere a norma l'impianto elettrico (operazione senza la quale non ci sarebbe stata l'agibilità necessaria) nell'ambito di un accordo con Comune che ha preso in affitto l'impianto per un certo numero di volte, erogando un corrispettivo di circa 60mila euro. Già avevamo dato una grossa mano al momento delle verifiche statiche sulla struttura e quando io personalmente firmai una deroga per consentire di svolgere partite importanti, assumendomi una rilevante responsabilità, senza la quale non si sarebbero potute disputare partite decisive sia per il basket che per il volley, costretti ad emigrare a Firenze o Perugia. Il Comune soprattutto potrà intercettare contributi pubblici - più volte promessi dal Governo - se l'impianto diventasse comunale. Confermo, come ho già detto altre volte, che tra i miei sogni nel cassetto c'è la possibilità che il palazzetto torni di proprietà comunale e ho lavorato per renderlo possibile.

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