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Turner, Comegys e la maglia "a tiratura limitata”

Foto-Video > Videoframmenti

Siena, stagioni 1992
Fonte :  Matteo Tasso

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Nella lunga parabola mensanina, esistono un paio di maglie a "tiratura limitata". Sono quelle indossate negli spezzoni di stagione in cui il club attendeva uno sponsor da legare al proprio nome: poche giornate (in passato, non nell’attualità purtroppo…) di "solo bianco" o "solo verde", come nell’autunno del 1983 (probabilmente la divisa più bella di sempre, quella col grande scudo bianconero al centro, poi soppiantata dal bianco-blu Mister Day) o nel primo mese e mezzo della stagione 1994/1995, fino alla vittoriosa trasferta di Reggio Emilia. La vediamo nelle immagini della nostra rubrica "Videoframmenti Biancoverdi" quella maglia (il cui colore verde smeraldo scuro era, in verità, poco abituale per le casacche mensanine), sulla quale di lì a poche ore sarebbe stato impresso il marchio Comerson e con la quale la formazione mensanina colse la sua seconda vittoria in trasferta della sua positiva stagione da neopromossa in A1: punteggio finale 72-91 per Siena, regalando una grande gioia ai 150 tifosi al seguito che, non è un caso, a fine partita dettero la caccia proprio a quelle canotte e quei pantaloncini talmente sui generis da costituire, anche oggi, pezzi da collezione. Arrivata al palazzetto dello sport di via Guasco senza l’infortunato Giampiero Savio, la formazione di Cesare Pancotto inseguì i padroni di casa per tutta la prima frazione acciuffando il +2 (37-39) solo all’intervallo. Nella ripresa la musica cambiò notevcolmente, perché la coppia Turner-Comegys salì di tono (i due "mori" chiusero la partita rispettivamente con 24 punti e 6 rimbalzi e 16+14) aprendo praterie alle scorribande di Stefano Vidili (25) e Mauro Sartori (17), ben ispirati dal genio di Corrado Fumagalli, rimasto a lungo in panchina nei primi 20’ dopo aver speso tre falli in un amen inseguendo il futuro mensanino David Londero. Dall’altra parte, Reggio (sponsorizzata Metasystem e affidata alle cure di Zare Markovski) si sciolse non appena il suo grande leader Mike Mitchell dovette pagare dazio ad un problema muscolare patito in settimana e riacutizzatosi in gara nonostante i 24 punti messi a segno nei primi 30’.

UN PO’ DI STORIA
Sfogliando il libro dei ricordi, John Turner e Dallas Comegys rappresentano una fra le coppie statunitensi che maggiormente hanno stimolato la fantasia della tifoseria biancoverde. Arrivati alla Mens Sana nell’estate del 1994 (quella del post-promozione in serie A1), costituivano un pacchetto-lunghi decisamente ben assortito per affrontare il massimo campionato e non patire quel gap che, tre anni prima, aveva visto Siena fallire la permanenza fra i migliori clubs italiani: giunto da Fabriano, Turner superava di poco i 200 cm (da qui la definizione di "pivot bonsai") ma compensava grazie ad una mole imponente, mentre Comegys (reduce da un paio di stagioni con la Fortitudo, dalla quale era arrivato a Siena pure Fumagalli) era una "cavalletta" capace di prendere rimbalzi, stoppare e schiacciare come nessuno in Italia in quei primi anni Novanta. La solidità di entrambi permise alla formazione allenata da Cesare Pancotto di non pagare lo scotto del noviziato in A1 e di giungere con largo anticipo alla salvezza, togliendosi pure lo sfizio di cogliere risultati prestigiosi come la vittoria sulla Virtus Bologna a Piazzale Azzarita o quelle di Roma e Verona durante la "fase ad orologio" che precedeva i playoff. Nato nel 1967, Turner rimase alla Mens Sana anche nella stagione successiva e vi fece ritorno nel torneo 1999/2000, chiudendo poi la carriera nuovamente a Fabriano nel 2003. Classe 1964 e compagno di Lemone Lampley a DePaul University, Comegys lasciò invece subito Siena, andando a giocare in Turchia col Fenerbahce: fu mvp della lega della mezzaluna nel 1996, ma rischio pure la vita rimanendo coinvolto in una sparatoria dentro un night club a Bursa.
MATTEO TASSO

 
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