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Minucci:" Un sistema in cui tutti, nessuno escluso, erano parte attiva.

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SIENA 1 maggio  2018
FONTE : Basketnet-it | Direttore Raffaele Baldini

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Ferdinando Minucci, l’uomo dal 1990 al 2014 legato alla Mens Sana Siena, in esclusiva per Basketnet.it concede un’intervista senza filtri, parlando di un delicato passato, spesso riemerso per vicende giudiziarie ancora in corso e per riferimenti da parte di addetti ai lavori.

Il Presidente Livio Proli ha parlato dell’ “effetto Siena” e della teoria del budget più alto unito al “controllo” del sistema. Cosa si sente di dire?

Il budget più alto lo ha sempre avuto prima Roma e poi Milano. Sul controllo attuale del sistema avrei molte cose da dire e lo farò al momento opportuno. Una cosa è certa un dirigente sportivo deve innanzitutto vivere la propria società. Portando avanti il proprio progetto, difenderlo se necessario e assumersi ogni responsabilità.

La domanda sorge spontanea: se tanti addetti ai lavori rivendicano la “resistenza” al sistema controllato da Ferdinando Minucci, come mai nessuno si è opposto concretamente nelle riunioni di Lega?

Sono anni che non partecipo a riunioni di Lega. Quando è stato il mio turno il confronto era sulle idee, sui progetti, con posizioni anche divergenti. Ma tutti facevamo uno sforzo per migliorare il prodotto Basket. Sono stati anni in cui l’asticella era posizionata molto in alto. Spero che il movimento stia ancora crescendo e tutto ora funzioni al meglio. Milano e il suo Presidente rappresentano l’attuale faro del movimento.

In Italia quasi sempre si cerca il capro espiatorio ma in questo modo si nasconde un sottobosco altrettanto responsabile. Qualcuno è ancora sotto coperta?

E’ molto più semplice aggredire chi è in difficoltà che comprendere i motivi che hanno spinto il sistema verso una deriva pericolosa. Un sistema in cui tutti, nessuno escluso, erano parte attiva.

In generale pensa che in Italia il giro di danaro crei mostri/sistemi incontrollati incistati nel sistema sportivo?

Tutti coloro che fanno parte del movimento dovrebbero fare una statua equestre ai proprietari che negli anni hanno rischiato capitali e non solo per far girare una macchina che produce solo debiti. Il basket non può vivere solo sulla passione. Chi dovrebbe garantire norme e futuro al nostro sport si disinteressa completamente dedicandosi solo alla politica della coazione a ripetere.

L’operazione “Time Out” ha portato a galla una serie di anomalie contabili; pensa che lo sport professionistico italiano sia soffocato dalla tassazione elevata?

E’ uno dei problemi. L’Italia in generale ha un livello di tassazione molto elevata. Poi i nostri lungimiranti dirigenti per scimmiottare il calcio, senza averne la forza mediatica e economica, hanno pensato bene di entrare nel professionismo.

Sincero: un tifoso di basket senese deve sentirsi gli scudetti addosso?

E’ una delle poche cose di cui sono certo. Siena ha vinto senza turbare in nessun modo l’equità competitiva. I titoli sono stati vinti regolarmente e nessuno li potrà mai mettere in discussione. Il sistema era quello. Poi qualcuno caduto dalle nuvole, si è improvvisamente svegliato battendo i pugni sul tavolo. Ha colpito solo la squadra che aveva vinto, pur essendo a conoscenza che non eravamo un caso isolato!

La seconda possibilità: come vorrebbe recuperare il tempo perduto?

Le sembrerà strano ma non penso assolutamente di aver perso del tempo. Sono stati anni molto difficili e dolorosi. Ogni cosa va vissuta per quello che rappresenta e nel momento storico che accade. Le assicuro che tanti tasselli del puzzle stanno andando a posto.



FOTO:
sopra Minucci premiato come migliore dirigente europeo
a lato Minucci durante il recente processo.

 
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